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comunicato stampa

Uomini discriminati: in Abruzzo l’affidamento dei minori ai padri è inesistente (0,4%). Codici lancia campagna ‘Voglio papà!’

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Secondo l’Istat, in Italia su 10 matrimoni 3 finiscono con una separazione. Dietro i numeri ci sono i drammi vissuti da famiglie spezzate: l’incomunicabilità costringe i coniugi a stare lontani e a trovare due tetti distinti.

I costi per un’operazione del genere ovviamente non sono bassi e a farne le spese sono soprattutto gli uomini, visto che in caso di figli minori persiste un anacronistico approccio culturale che vede la madre al centro del processo genitoriale.

Il principio di bi-genitorialità è il principio etico in base al quale un bambino ha una legittima aspirazione ed un legittimo diritto a mantenere un rapporto stabile con entrambi i genitori, anche nel caso questi siano separati o divorziati. La bi-genitorialità è un principio consolidato da tempo in altri ordinamenti europei ed è presente anche nella “Convenzione sui diritti dei fanciulli”, sottoscritta a New York nel 1989 e resa esecutiva in Italia con la legge n. 176 del 1991.

Nel nostro Paese la legge 54/2006 riconosce il principio della bi-genitorialità attraverso l'affido condiviso per i figli di coppie separate anche non sposate. L’articolo 337ter del Codice Civile attesta che "il figlio minore ha il diritto di mantenere il rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare i rapporti significativi con gli ascendenti e con i propri parenti di ciascun ramo genitoriale".

Tuttavia, la bi-genitorialità ancora oggi è una mera affermazione di principio, quasi del tutto inapplicata. La lentezza dei processi per le cause di separazione accentua i dissapori e segna ferite sia per gli adulti che per i minori. I magistrati dimostrano una eccessiva prudenza nell’assumere le decisioni. Le lunghe attese fra un’udienza e l’altra permettono di lanciare accuse di violenza o infamie completamente infondate pur di allontanare i figli dall’altro genitore completamente infangato.

La nostra Regione non è immune da queste situazioni. Basta dare un’occhiata agli ultimi dati Istat, aggiornati al 2012, riguardanti l’affidamento dei figli in caso di separazione. Nella Regione Abruzzo l’affidamento dei figli è:

- condiviso nel 89,4% dei casi
- dato solo alla madre nel 9,4% dei casi
- dato solo al padre nello 0,4% dei casi

Agli sportelli della rete allestita dall'associazione Codici si sono rivolti genitori che lamentano situazioni di sofferenza, mettendo in evidenza come l’utilizzo strumentale delle procedure di separazione, la lentezza dei procedimenti, l’eccessiva prudenza dei giudici e la mancanza di sanzioni verso comportamenti scorretti ed infamanti di un genitore verso l’altro, sono spesso utilizzati come strumenti per esercitare indebite pressioni verso il più debole.

Dalle loro storie Codici ha tratto lo stimolo e le motivazioni per lanciare lo sportello “Voglio Papà” con cui, oltre ad offrire assistenza, si vuole avviare una stagione processuale a difesa della sana e corretta applicazione del principio etico-legale di bi-genitorialità.

Molti raccontano storie in cui alle difficoltà economiche si aggiunge il rifiuto da parte dell’ex partner di permettere la frequentazione dei figli, e in molti casi si arriva addirittura ad esercitare indebite pressioni per screditare il ruolo e la figura dell’altro genitore.

Gli ex coniugi spesso intentano un gioco al massacro senza esclusione di colpi, e in Italia mancano sanzioni efficaci contro coloro che rovinano la reputazione tramite calunnie. L'associazione tramite la campagna Voglio papà vuole evidenziare questi temi e garantire assistenza alle vittime.

"Sono già due le cause pilota partite presso il Tribunale di Roma - dichiarano i responsabili nazionali della rete, guidati dal segretario generale Ivano Giacomelli - e altre ne seguiranno in diversi Fori, in cui verrà richiesto il risarcimento del danno endofamiliare, vale a dire per le sofferenze psicofisiche subite dal genitore perché il figlio o la figlia lo rifiutano”.

Le associazioni dei consumatori metteranno a disposizione gli sportelli della rete per dare assistenza a tutti quei genitori vittime della PAS (sindrome di alienazione parentale, descritta per la prima volta dallo psicologo statunitense Richard Gardner negli anni ’80), al fine di promuovere la definitiva affermazione di un principio di giustizia fondamentale.

Per maggiori informazioni:

- CODICI Abruzzo: via Carlo Alberto Dalla Chiesa 15, Pescara (Tel. 085/77211 - codici.abruzzo@codici.org).
- CODICI Nazionale: via Einstein 34, Roma (Tel. 06/5571996 - segreteria.sportello@codici.org).



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-07-2015 alle 13:40 sul giornale del 29 luglio 2015 - 788 letture