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Il pescarese Lorenzo Berghella racconta l’America del ‘presidente’ Steven Spielberg: 'Bangland' al Festival di Venezia

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Bangland, film di animazione del giovanissimo regista pescarese Lorenzo Berghella, prodotto dalla RòFilm dei fratelli Alessandro e Cristiano Di Felice e dalla Axelotil di Gianluca Arcopinto, è stato inserito nel programma ufficiale delle ‘Giornate degli autori’ del Festival di Venezia 2015.

Berghella, talento di appena 24 anni, sarà quindi accompagnato in questa avventura nella selezione parallela al cartellone principale dai fratelli Di Felice, pescaresi come lui.

Il film racconta un viaggio all’interno di Bangland, città situata in una distopica America, dove Steven Spielberg, eletto presidente, ha dichiarato guerra al Mahaba, uno Stato africano. Parte così una propaganda del terrore, secondo la quale chiunque non è bianco è un potenziale terrorista. Alla vigilia delle elezioni presidenziali, che potrebbero porre fine all’amministrazione Spielberg, si incrociano le storie di diversi abitanti di Bangland: Charlie Tucano e Tony Beretta, moderni inquisitori al soldo del telepredicatore Gold, influente personalità religiosa, Loogie Boogie, strozzino irlandese alle prese con la famiglia disfunzionale e Dante Blank, autore televisivo finito sotto le mire dello stesso Gold.

“L’idea alla base di Bangland - spiega il regista - nasce durante il primo anno di frequentazione della Scuola di Cinema I.F.A. di Pescara: dopo aver mostrato un mio fumetto ai docenti, Alessandro e Cristiano Di Felice, fondatori della scuola nonché della casa di produzione cinematografica indipendente Rò Film, decisero di svilupparlo in un cortometraggio d’animazione che, dopo diversi anni di lavoro, divenne ‘Too Bad’. Visto il successo conseguito in diversi festival internazionali – prosegue Berghella - decidemmo di ampliare il corto in una serie d’animazione, attualmente in onda su Capital TV e su Repubblica.it, e nel lungometraggio Bangland”.

Dal punto di vista visivo, Bangland è il primo film d’animazione ad essere interamente realizzato da un unico autore che, oltre ad aver disegnato, fotogramma per fotogramma, tutta l'opera, ne ha curato ogni singolo aspetto visivo, dal design dei personaggi alle scenografie ad acquerello, fino alla regia e alla fotografia, favorendo un look unico e innovativo, lontano dai canoni omologati dell’animazione moderna.

Sul piano narrativo, l’idea alla base della sceneggiatura è di affrontare tematiche attuali come politica, guerra, terrorismo, religione e mass-media attraverso un mix originale di satira, noir, commedia nera e thriller d’azione, in una storia corale in cui le vicende dei protagonisti sono importanti tanto quanto lo scenario socio-politico in cui si svolgono.

L'intero film è stato sviluppato da alunni e docenti della scuola di cinema, in collaborazione con RòFilm e Axelotil.



Questo è un articolo pubblicato il 26-07-2015 alle 15:40 sul giornale del 27 luglio 2015 - 1535 letture