Tramonta la ‘Grande Pescara’: D’Alfonso e i sindaci mandano in soffitta il progetto di fusione

2' di lettura 24/07/2015 - A oltre un anno dal referendum sulla ‘Nuova Pescara’, dopo mesi caratterizzati da rinvii, silenzi e ‘mal di pancia’, la resa dei conti è arrivata al Forum dell’economia e dello sviluppo promossa dalla Camera di Commercio di Pescara.

In questa sede, i promotori del referendum hanno assistito allo scontro diretto tra quanti sono favorevoli alla fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore, e tutti coloro che, dopo aver sostanzialmente ignorato la volontà dei cittadini che parteciparono alla consultazione, hanno infine deciso di scoprire le carte, spiegando le ragioni di tanta ‘perplessità’ sul progetto.

Da una parte è schierato compatto il sistema economico e imprenditoriale, che tramite i ripetuti appelli di Cna, Confindustria e della stessa Camera di Commercio, invita a rispettare quel 64% di cittadini, su un totale di ben 111.407 votanti, che il 25 maggio 2014 si era espresso a favore della Nuova Pescara.

Sull’altro fronte, i sindaci dei Comuni interessati, appoggiati dal Governatore Luciano D’Alfonso, lanciano segnali tutt’altro che incoraggianti, mandando sostanzialmente in soffitta il progetto.

Il primo a parlare è stato Marco Alessandrini, che pur mantenendo un atteggiamento ‘neutrale’ ha invitato tutti a vagliare ogni possibile conseguenza della fusione, senza lasciarsi condizionare da facili entusiasmi. Sulla stessa linea l’intervento del sindaco di Montesilvano Francesco Maragno, secondo cui “una fusione a freddo è inutile e rischiosa, e rischia di portare a disastri amministrativi”.

Molto più netto il giudizio del Primo Cittadino di Spoltore Luciano Di Lorito, che si è detto contrario all’ipotesi di affidare ad altri la gestione del Comune. La parola finale spetta al presidente D’Alfonso: evidenziando le criticità di questa operazione, il Governatore ha invitato a concentrarsi sulla funzionalità dei servizi, evitando scelte che comportano rischi di irredentismo locale, periferizzazione e intralcio alla macchina amministrativa.

“Se cerchiamo gonfiezza numerica – tuona il presidente della Regione Abruzzo - non avremo nulla. Non è detto che se siamo di più arriveranno più risorse: la capacità vera è saper elaborare progetti di qualità”.

“Cosa serve ad una città per funzionare?”, si chiede D’Alfonso. “I fronti fondamentali sono l’urbanistica, i trasporti, le infrastrutture, la cultura. Perché non proviamo a immaginare una grandezza che sia qualcosa di diverso dal mero aumento del numero degli abitanti? Facciamo sì che non nasca la malapianta del particolarismo locale”.






Questo è un articolo pubblicato il 24-07-2015 alle 10:48 sul giornale del 25 luglio 2015 - 743 letture

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