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Corte dei Conti boccia l’Abruzzo: ‘Renzi sciolga Consiglio regionale’. D’Alfonso trema

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Il futuro di D'Alfonso e dell'amministrazione regionale abruzzese nelle mani di Matteo Renzi: è questa la conseguenza più importante degli accertamenti compiuti dalla Corte dei Conti e resi pubblici nelle ultime ore.

Nel mirino della Corte dei Conti è finita la gestione di bilanci consuntivi da parte del Consiglio regionale abruzzese.

La lista di contestazioni mosse dalla Corte è lunga e variegata, e rischia di avere conseguenze politiche gravissime per la Regione, attualmente guidata da Luciano D’Alfonso. Le omissioni e le violazioni contestate, consultabili online a questo link, partono dal 2012 e in tutti i casi sono riconducibili ad importanti inadempimenti contabili.

Come si legge nel documento riportato, secondo la Corte “emerge in tutta la sua gravità l’incidenza dei ritardi accumulati dalla Regione Abruzzo ed ai quali la stessa Regione non sembra voler porre fine”. Visto il periodo storico di riferimento, il disco rosso riguarda sia l’attuale amministrazione che quella precedente, guidata dal Centrodestra di Gianni Chiodi.

A dispetto dei solleciti, la Regione Abruzzo non avrebbe provveduto ad un riallineamento dei conti, portando di fatto la Corte all’unica soluzione possibile, ovvero la richiesta di scioglimento.

“Tali atteggiamenti reiterati – si legge ancora nel documento - isolano la Regione Abruzzo nel contesto delle Regioni italiane, dovendosi ritenere la sua gestione condotta in regime di fatto, con totale astrazione dalla realtà effettiva del bilancio e delle risorse finanziarie di cui il medesimo può disporre”.

Da qui, la richiesta inoltrata al Consiglio dei Ministri, che di fatto apre le porte ad una serie di scenari: oltre all’ok del governo per lo scioglimento, l’ipotesi più sfavorevole per D’Alfonso rimanda ad un possibile commissariamento del Bilancio.

La prima replica arriva da Silvio Paolucci: “Fermo restando la consapevolezza delle difficoltà della Regione a perseguire l’allineamento del ciclo di programmazione finanziaria, derivante in grandissima parte dai ritardi accumulati negli anni passati – scrive l’assessore al Bilancio - l'attuale Giunta regionale ha raggiunto l’importante obiettivo di approvare il riaccertamento dei residui al 31.12.2013. La deliberazione (n. 546) è stata assunta il 26 giugno scorso ed è in fase di trasmissione alla Corte dei Conti”.

In merito alla richiesta di scioglimento, Paolucci esclude categoricamente una soluzione di questo tipo: “Non c’è alcun pericolo di scioglimento del Consiglio regionale – rassicura -, questa è la legislatura della cura e del risanamento finanziario e contabile. Alcuni elementi evidenziati dalla Corte dei Conti costituiscono ostacoli già superati dalla Regione ed altri sono in fase di superamento. Resta ovviamente da lavorare ancora per poter delineare organizzazione e procedimenti idonei per superare tutte le altre criticità evidenziate dalla Corte. La Regione Abruzzo, anche in considerazione del quadro nazionale e nel contesto delle altre Regioni, ha messo in campo un'azione di forte risanamento dei conti sia per quanto riguarda il bilancio che per quanto concerne la sanità”.

La notizia ha letteralmente scatenato le opposizioni, che hanno puntato il dito contro la presunta malagestione delle casse regionali: “La delibera della Corte dei Conti – dichiara l’ex parlamentare Maurizio Acerbo - conferma quanto ho sostenuto a nome di Rifondazione Comunista per anni e anni con interrogazioni, interventi in Consiglio regionale, conferenze stampa. Il trucchetto di non approvare i consuntivi è di lunga data alla Regione Abruzzo e la responsabilità ampiamente bipartisan”.

Sulla stessa linea l’intervento dei consiglieri del Movimento 5 Stelle: “Si tratta del riconoscimento formale, da parte della magistratura contabile, di quanto da noi già rilevato e comunicato in diverse sedi sin dall’inizio di questa legislatura”. “Nella delibera – spiegano i consiglieri M5S – la magistratura ha messo in evidenza svariate lacune da parte del Governo regionale nel recepimento delle norme e nell’elaborazione dei bilanci; lacune che, in molti casi, sono state oggetto di diverse segnalazioni e, ciononostante, mai colmate dagli organi della Regione. Un comportamento che il gruppo del M5S ha continuamente sottolineato e posto all’attenzione del Governo regionale senza ricevere risposte”.

“Nonostante i proclami di D’Alfonso – concludono – è doloroso prendere atto che l’Abruzzo continua a conquistare il titolo di pecora nera tra le regioni italiane”.

La parola passa ora a Matteo Renzi: sarà lui a decidere il destino di D’Alfonso e dell’amministrazione regionale abruzzese.



Questo è un articolo pubblicato il 23-07-2015 alle 11:33 sul giornale del 24 luglio 2015 - 804 letture