Pesci boccheggianti in riva al mare: l’Arta svela il mistero

2' di lettura 21/07/2015 - In questi giorni sono numerosissime le testimonianze di bagnanti che segnalano la presenza di un fenomeno insolito lungo le coste pescaresi, anche a bassa profondità. Facendo il bagno, in molti hanno notato la presenza di banchi di pesci di piccola taglia a pochissimi metri dalla spiaggia, sorpresi a boccheggiare a lungo e senza mostrare nessun timore verso gli ‘osservatori’.

Tale comportamento risulta particolarmente vistoso al tramonto e nelle ore notturne.

Il fenomeno nelle ultime settimane ha destato non poche preoccupazioni tra i frequentatori delle spiagge pescaresi, dove via via ha assunto sempre più credito la voce secondo cui il tutto fosse riconducibile ad un possibile inquinamento delle acque.

A rassicurare tutti ci ha pensato l’Arta, che ha diffuso un comunicato stampa in cui si spiegano chiaramente le ragioni del fenomeno.

“Niente di tutto questo – rassicura l’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente -, il comportamento è legato alla temperatura eccezionalmente alta dell'acqua, che fa cadere fortemente il contenuto di ossigeno disciolto. I pesci, infatti, respirano l'ossigeno molecolare presente nell'acqua, la cui solubilità dipende dalla temperatura: le acque fredde sono ben ossigenate, mentre le acque calde diventano progressivamente asfittiche”.

“Il fenomeno segnalato – si legge ancora nella nota - è più evidente al tramonto perché le alghe microscopiche e macroscopiche presenti in mare riducono la fotosintesi man mano che diminuisce la luce solare e di conseguenza si abbassa ancor di più il contenuto di ossigeno nell'acqua. I piccoli cefali in banchi arrivano boccheggianti sulla superficie dell'acqua per approvvigionarsi dell'ossigeno minimo vitale. La stessa strategia di sopravvivenza viene messa in pratica nei fiumi e non è raro che in quelli deprivati di buona parte della loro acqua per l'irrigazione o altri usi antropici si verifichino estese morìe di pesci per asfissia, specie nelle notti calde d'agosto e nei fiumi eccessivamente sfruttati dove non sia lasciato in alveo il deflusso minimo vitale”.






Questo è un articolo pubblicato il 21-07-2015 alle 18:02 sul giornale del 22 luglio 2015 - 1617 letture

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