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Strada parco, donna segnala atto di vandalismo al 113: ecco l’assurda risposta dell’operatrice

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Che la Strada Parco di notte si trasformi in qualcosa di molto diverso rispetto all’oasi di pace che tanti cittadini sono abituati a godersi nelle ore diurne è ormai cosa nota ai più. Come segnalato più volte da questa stessa testata e com’è ben noto ai residenti, passata la mezzanotte diversi tratti dell’ex tracciato ferroviario si trasformano in terra di conquista di vandali e gruppi di ragazzini ubriachi, che tra urla, risse e bottigliate amano trascorrere in questo modo le calde serate estive.

In molti casi però succede anche di peggio, con corse in motorino che lasciano interdetti i pochi passanti ancora in giro a quell’ora. Tutto questo, come segnalato da diversi residenti, con il totale disinteresse da parte degli organi preposti al controllo del territorio.

L’ultimo episodio si è registrato ieri, giovedì 9 luglio, quando una donna di 40 anni intorno alla mezzanotte ha sentito le solite urla provenire dalle panchine poste proprio di fronte al suo balcone. Affacciatasi alla finestra, piuttosto che la solita cricca di giovani impegnati a consumare bevande alcoliche e strepitare, stavolta si è trovata ad assistere ad un’altra scena. Un paio di questi ragazzotti, probabilmente minorenni, aveva appena staccato due cerchioni da un’auto parcheggiata in via Gioberti, gettandole dietro una siepe di un condominio adiacente. Visto che anche la sua macchina è parcheggiata nei pressi, ha deciso di chiamare il 113 per segnalare l’accaduto.

“Erano passate da poco le 00.30 di venerdì 10 luglio quando sono entrata in contatto con un’operatrice del 113. Ho segnalato che i soliti ragazzi, probabilmente minorenni, oltre ai consueti schiamazzi e al consumo di bevande alcoliche a tarda notte, in questo caso avevano danneggiato un’auto parcheggiata nei pressi delle panchine dove sono soliti trascorrere le loro serate, staccando e buttando via dei cerchioni”.

Come ha fatto presente all’operatrice, la donna ritiene che non si tratti di un furto, ma di un 'semplice' atto di vandalismo, come per esempio accade con i cocci di bottiglie rotte gettate all’interno dei condomini o le pericolose corse in motorino a tarda notte. A quel punto è arrivata la stucchevole risposta dell’operatrice del 113: dopo aver precisato che non c’erano macchine disponibili in zona, ha di fatto invitato la testimone a lasciar perdere.

“Con tono piuttosto scocciato – racconta la residente – mi ha detto che eventualmente avrebbe inviato più tardi una volante, ma questo solo se fossi stata disponibile a scendere e fornire testimonianza diretta”.

“Questa risposta mi ha lasciata letteralmente allibita – prosegue -, e ho fatto presente che visto che vivo qui, e che ho la mia macchina parcheggiata qui sotto, non posso certo permettermi di sfidare apertamente queste persone. Mi sembra più che legittimo che un cittadino residente, a maggior ragione una donna, abbia paura di personaggi che stazionano abitualmente a pochi metri dalla propria casa. Ho chiamato la polizia per essere difesa e tutelata, come mio diritto, e non certo per mettermi nei guai”.

E’ facile, aggiungiamo noi, che se a subire questo tipo di torto fosse stato qualcun altro, la tentazione di farsi giustizia da soli sarebbe stata inevitabile. Tuttavia ci si chiede come sia possibile che un appartenente alle forze dell’ordine possa ‘suggerire’ a un cittadino una soluzione di questo tipo, oppure, peggio ancora, invitarla a scendere sotto casa nel cuore della notte per trovarsi faccia a faccia con un manipolo di delinquentelli.

Nella stessa serata di ieri, tra le 23 e le 24, un altro testimone a passeggio sulla Strada Parco con il figlio di 6 anni a pochi metri da Villa Sabucchi è stato sfiorato da due motorini lanciati a velocità folle. “Non ho chiamato nessuno – sottolinea l’uomo – perché nei rari casi in cui queste segnalazioni vengono raccolte l’intervento avviene con enorme ritardo, e i personaggi in questione hanno tutto il tempo di far perdere le tracce. Il controllo del territorio di notte è inesistente – conclude -, basta chiedere a qualsiasi residente per rendersene conto”.

Il testo di questo articolo sarà stampato e inviato all’attenzione del Questore di Pescara, con la speranza che episodi di questo tipo, grandi o piccoli che siano, non si ripetano più.



Questo è un articolo pubblicato il 10-07-2015 alle 10:33 sul giornale del 11 luglio 2015 - 956 letture