Porto turistico, corsa contro il tempo per il dragaggio. La denuncia di Melilla: ‘Città danneggiata’

2' di lettura 27/04/2015 - Con la stagione estiva ormai alle porte, è corsa contro il tempo a Pescara per assicurare la piena funzionalità del porto turistico. Mentre da più parti si sollecita l'avvio dei lavori di dragaggio dei fondali, cresce la rabbia dei diportisti con relativa cancellazione di numerosi eventi in programma nelle prossime settimane.

Complessivamente, si parla di oltre 10mila metri cubi di sabbia da rimuovere, con costi che – come confermato dal Marina di Pescara – superano i 100mila euro.

“Il Porto turistico Marina di Pescara rischia di chiudere i battenti a causa dell’insabbiamento dei fondali – si legge nell’interrogazione presentata dal deputato pescarese Gianni Melilla al Ministro della Infrastrutture -, e la mancata manutenzione dello specchio d’acqua si unisce a vari problemi di carattere burocratico, che hanno finito per allungare i tempi di un dragaggio quanto mai necessario”.

“Al dramma dei pescatori e degli operatori commerciali in crisi da anni a causa delle vicende del porto – prosegue Melilla -, oggi si accompagna anche la rabbia dei lavoratori del Porto turistico e degli utenti diportisti che non possono più usufruire di una delle strutture più all’avanguardia della costa adriatica”.

In una nota stampa, Assonautica ha sottolineato come sebbene nei cassetti della Camera di Commercio siano già disponibili le risorse finanziarie per il dragaggio, lo stallo delle operazioni sarebbe riconducibile ai continui “rimpalli di responsabilità tra le istituzioni competenti e la richiesta di ulteriori analisi per certificare la qualità dei sedimenti”. Il risultato di tutto questo è una profondità di appena 2 metri, con relative disdette giunte dai proprietari delle barche impegnate nelle competizioni in calendario.

Per queste stesse ragioni è a forte rischio anche la tappa pescarese dell’Adriatic Trophy prevista per il secondo weekend di maggio, per non parlare della regata internazionale Pescara-Spalato del 29 maggio, valida per il campionato italiano di vela d’altura.

“La chiusura – conclude Melilla - provoca danni non soltanto allo sport della vela, ma determina anche perdite economiche, di occupazione e di immagine per l’intera città, con manifestazioni di livello europeo e mondiale che potevano svolgersi in città e che non sono state assegnate dalla Federazione italiana e internazionale per il 2015 e 2016 ai circoli velici di Pescara”.


di Marco Verri
redazione@viverepescara.it





Questo è un articolo pubblicato il 27-04-2015 alle 16:46 sul giornale del 28 aprile 2015 - 490 letture

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