Strasburgo: l’Europa si interroga sulla discriminazione dei Rom. Alexian: ‘Pericolosi rigurgiti razzisti’

2' di lettura 24/04/2015 - Affrontare un argomento come quello della presenza di Rom e Sinti in Italia ed Europa significa aprire un capitolo che a molti appare ‘scomodo’, di difficile classificazione sia dal punto di vista quantitativo che in riferimento ad aspetti socio-antropologici.

Alla grossa incertezza sulla consistenza numerica della popolazione Rom, si affianca l’imprecisa terminologia utilizzata dai mass media, trasmettendo all’opinione pubblica temi e rappresentazioni ben lontani dalla realtà. Da qui, la nascita e diffusione di una immagine spesso negativa, basata su informazioni parziali e distorte, che porta ad alimentare discriminazioni e pregiudizi.

Sono questi i temi principali trattati lo scorso lunedì 20 aprile nella sede del Consiglio d’Europa a Strasburgo. La conferenza, volta ad accendere i riflettori sui frequenti casi di discriminazione di cui sono vittime Rom e Sinti, ha presentato un focus specifico sul caso italiano.

In tal senso, particolarmente significativo è risultato l’intervento del musicista e scrittore abruzzese Santino Spinelli, in arte Alexian, da anni considerato una delle voci più autorevoli del mondo Rom (foto). Alexian, che insegna Lingue e processi interculturali all'Università D’Annunzio di Pescara, da tempo porta avanti con passione e impegno una serie di iniziative finalizzate a contrastare i pregiudizi sui Rom, soffermandosi in più occasioni sulla necessità di ‘conoscere per capire’.

Prima della conferenza, insieme ad una delegazione costituita da una quindicina di parlamentari di varia estrazione politica, Alexian è stato ricevuto dall’Ambasciatore italiano in Francia, Manuel Jacoangeli. Del gruppo facevano parte anche Michele Nicoletti, presidente della Delegazione italiana presso l'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa, e Milena Santerini, deputato italiano e membro della Commissione Cultura della Camera.

“È stato un evento importante per la difesa dei diritti e della cultura di Rom, Sinti, Kale, Manouches e Romanichals, i 5 grandi gruppi che formano con le loro infinite comunità la popolazione Romanì”, ha dichiarato Spinelli al rientro a Pescara. “Complessivamente parliamo di 16 milioni di persone, di cui ben 12 residenti in Europa. Il Consiglio ha preso atto dei rigurgiti xenofobi e razzisti che stanno interessando l'Europa in generale e il nostro Paese in particolare, dove il populismo e la demagogia la fanno da padrone. La propaganda romfobica – prosegue l’artista - instilla l'odio razziale e favorisce la discriminazione su base etnica: si tratta di veri crimini contro l'umanità! Occorre valorizzare la cultura Romanì in ogni suo aspetto in quanto patrimonio dell'umanità, e tutto questo per favorire l'inclusione sociale di cittadini Rom e Sinti presenti in Italia da oltre 600 anni”.






Questo è un articolo pubblicato il 24-04-2015 alle 10:48 sul giornale del 27 aprile 2015 - 586 letture

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