Scuole pescaresi a pezzi: dov’è finita #labuonascuola di Renzi?

3' di lettura 19/02/2015 - Calcinacci che cadono addosso agli studenti, aule senza riscaldamento e istituti perennemente esposti alle incursioni dei vandali: nelle ultime settimane si è visto davvero di tutto nelle scuole pescaresi, scuotendo le amministrazioni locali e alimentando la rabbia e il senso di frustrazione di insegnanti, dirigenti scolastici, allievi e genitori.

E dire che giusto un anno fa il califfato di Matteo Renzi a Palazzo Chigi era iniziato sotto i migliori auspici, con la visita di un istituto nel profondo sud della Penisola: “Abbiamo due miliardi di euro pronti sull’edilizia scolastica – dichiarava il premier dalla Sicilia, accolto dalle canzoncine entusiaste degli alunni di una scuola elementare - adesso il punto è decidere come spendere i soldi nel modo più efficiente. Stiamo studiando una soluzione per dare una corsia preferenziale e far sì che i soldi si investano in tempi più serrati di quanto prevede la normativa vigente”.

A dodici mesi di distanza i risultati del programma #labuonascuola parlano chiaro. E al di là della rabbia degli studenti del Bellisario costretti al gelo delle aule, o dei quaderni dei bimbi di Montesilvano insudiciati dall’azione sacrilega e vigliacca dei vandali, ciò che desta maggiori perplessità è il senso di impotenza degli amministratori locali. Sulle sorti della #buonascuola, infatti, pesano come un macigno la mancanza di iniziative concrete e il taglio indiscriminato delle risorse agli enti locali.

Fanno riflettere le parole del presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco, che all’indomani del crollo di un mq di solaio all’Istituto alberghiero, ha parlato di “grandi insidie nascoste in aule che solo apparentemente sono in condizioni sicure”. Di Marco, che con Renzi condivide non solo l’appartenenza al PD ma anche il ‘fattore’ generazionale, ha annunciato che nei prossimi giorni invierà una lettera a Palazzo Chigi per sollecitare “programmi e provvedimenti chiari e certi, affinché la Provincia possa assumere responsabilmente il compito di gestire la sicurezza e il monitoraggio continuo di tutte le scuole”. Basterà?

Non ne sono affatto convinte le opposizioni, letteralmente scatenate dopo gli ultimi episodi di #malascuola. E se il Centrodestra pescarese parla di "situazione insostenibile, con tagli lineari agli enti locali operati sulla pelle degli studenti dai governi amici”, Gianni Melilla (Sel) condanna apertamente le “chiacchiere di Renzi”. “La manutenzione è assolutamente carente – scrive il deputato pescarese - a causa delle politiche nazionali che tagliano i fondi destinati all’edilizia scolastica. Gli enti locali si sono visti tagliare anche quest’anno i trasferimenti dallo Stato per curare le scuole e renderle sicure, costringendo gli studenti e il personale a studiare e insegnare in ambienti inadeguati”. Durissimo è anche l’intervento di Gianluca Vacca, parlamentare del M5S oltre che insegnante ‘arrabbiato’: “Insieme alle scuole abruzzesi crollano le balle del governo Renzi su scuola ed edilizia scolastica. Il premier un anno fa aveva promesso di risolvere il problema con ben 3,5 miliardi di euro, peccato che di quei soldi se ne siano visti ben pochi. Renzi – prosegue Vacca – si è limitato a sbandierare soldi già stanziati dai governi precedenti, aggiungendo poche briciole per dare un'imbiancata con il piano ‘scuole belle’. Ma gli unici fondi che aumentano sono quelli chiesti, talvolta in maniera coattiva, alle famiglie”.

Il fatto che non ci sia nessuna traccia di un vero piano per scuole sicure e funzionali lo dimostra anche il report di Cittadinanzattiva, citato dallo stesso parlamentare del M5S, secondo cui “lo stato di sicurezza di tante scuole nel nostro Paese è grave: quattro edifici su dieci hanno una manutenzione carente, oltre il 70% presenta lesioni strutturali, in un caso su tre gli interventi non vengono effettuati, più della metà delle scuole si trova in zona a rischio sismico e una su quattro in zona a rischio idrogeologico."

Che dire? Dopo 12 mesi, #labuonascuola è servita.










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