Aggressione e rapina dopo la moschea: un arresto, l’altro bengalese è fuggito all’estero

1' di lettura 19/02/2015 - Sarebbe rientrato in patria per sfuggire alla cattura il bengalese di 43 anni accusato di rapina aggravata e lesioni personali ai danni di un connazionale residente a Pescara. L’altro accusato, un giovane di 24 anni, è invece finito in carcere dopo essere stato rintracciato dalla polizia in un albergo cittadino.

I fatti risalgono allo scorso 6 gennaio quando i due, entrambi originari del Bangladesh, si sono resi protagonisti di una efferata rapina ai danni di un connazionale, venditore ambulante regolarmente residente in Italia. Stando a quanto denunciato dalla vittima, i due lo avrebbero aggredito sul lungomare a scopo di rapina, minacciandolo con un coltello e colpendolo al volto. Subito dopo, i rapinatori gli hanno intimato di non avvisare le forze dell’ordine, fuggendo con un bottino di 500 euro.

Dopo essersi recato al pronto soccorso, dove i sanitari gli hanno diagnosticato una brutta frattura al setto nasale, l’uomo ha deciso di rivolgersi alla polizia, fornendo elementi utili per l’identificazione. Nonostante gli aggressori avessero il viso parzialmente coperto da cappucci, l'ambulante è riuscito comunque a riconoscerli, vista una precedente frequentazione comune in un centro di preghiera islamico. Da qui sono scattate le indagini degli inquirenti, fino all’arresto di oggi del 24enne. Nulla da fare invece per l’altro responsabile della rapina, rientrato in patria pochi giorni dopo l’aggressione.

L’arrestato dovrà rispondere delle accuse di rapina aggravata, lesioni personali e porto abusivo di arma.


di Marco Verri
redazione@viverepescara.it





Questo è un articolo pubblicato il 19-02-2015 alle 15:42 sul giornale del 20 febbraio 2015 - 764 letture

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