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Massaggi hard a Pescara: ragazze cinesi costrette a prostituirsi per 30 euro, 6 arresti

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Avevano messo su un business da decine di migliaia di euro al mese, con 3 appartamenti gestiti a Pescara e Montesilvano e un giro di ragazze orientali capaci di attrarre clienti da tutta la regione.

L’attività criminale però non è sfuggita alla Squadra Mobile del capoluogo adriatico, che ha stretto il cerchio intorno a sei cinesi regolarmente residenti in Italia.

La tecnica era molto semplice: gli organizzatori riempivano i siti specializzati di annunci contenenti immagini inequivocabili, offrendo massaggi orientali a prezzi stracciati. Dietro tutto questo, però, si nascondeva un giro di prostituzione portato alla luce dopo una lunga indagine dalla Squadra Mobile. A seguito di una serie di appostamenti e intercettazioni, gli investigatori hanno verificato come in quegli appartamenti le giovanissime offrivano prestazioni di tutt’altro tipo, e per di più a ‘tariffe’ decisamente più basse rispetto alla media del mercato. Stando a quanto riferito dalla Questura, decisivo è stato il contributo di una delle ragazze del giro, sfuggita dal controllo degli aguzzini e capace di incastrare con la sua testimonianza i responsabili.

A quanto pare, molte delle ragazze spinte a prostituirsi non conoscevano neanche l’italiano ed erano costrette a seguire alla lettera gli ‘ordini’ dei membri della banda, capeggiata da una donna di 49 anni residente a Venezia. Il tribunale di Pescara, su richiesta del pm Campochiaro ha spiccato un mandato di arresto a carico del gruppo, costituito da 3 uomini e 3 donne, tutti incensurati e in regola con i permessi di soggiorno. Il reato contestato è quello di sfruttamento della prostituzione. Al momento però solo 3 degli indagati sono finiti in cella. Tutti gli altri, a cominciare dalla 49enne, non sono stati ancora rintracciati.



Questo è un articolo pubblicato il 16-02-2015 alle 12:33 sul giornale del 17 febbraio 2015 - 2991 letture