Piazza Duca degli Abruzzi, uno scandalo che dura da 28 anni: così il Comune ha gettato via 170mila euro

3' di lettura 11/01/2015 - In tempi di crisi nerissima, con le casse del Comune praticamente vuote e lo spettro della procedura di pre-dissesto finanziario alle porte, fa sensazione la notizia di un grave caso di sperpero di denaro pubblico.

La vicenda, portata alla luce dal Presidente del Consiglio comunale Antonio Blasioli, parte dal lontano 1958, quando il Comune decise di cedere un’area di circa 1400 mq in piazza Duca degli Abruzzi, senza riscuotere per anni il canone di affitto.

Si tratta, nello specifico, di un’area occupata da un distributore di benzina (foto), concessa in uso all’Agip, con nessuna amministrazione comunale che, da allora, si sia mai preoccupata di regolarizzare il tutto. E il danno economico calcolato da Blasioli sarebbe pari a circa 170mila euro, una cifra che oggi farebbe molto comodo per rimpinguare gli esangui bilanci comunali.

“La vicenda riguarda un’area di 1400 mq sita in piazza Duca – spiega Blasioli – all’epoca compresa in un Piano di ricostruzione per l’ampliamento. Attualmente quella zona, divenuta di 800 mq a seguito dell’accorpamento al demanio comunale di un’area di mq 600, avvenuto nel 1978, è occupata da una pompa di benzina di un nuovo gestore e precedentemente da altri gestori. L’allora sindaco Antonio Mancini, con una convenzione con l’A.G.I.P. del febbraio 1958, concesse gratuitamente l’area per un periodo di 29 anni, con il patto che allo scadere, e cioè nel 1987, fosse acquisita al patrimonio comunale per essere destinata alla viabilità”.

Ma è proprio nel 1987, ovvero 28 anni fa, che il Comune ‘dimentica’ di far valere quella clausola, imitato dalle amministrazioni che si sono succedute fino ad oggi. Stando alla convenzione, infatti, da quel momento in poi l’Ente avrebbe potuto concedere l’area per ulteriori 29 anni, dietro corresponsione del canone.

“Quella a cui assistiamo è la classica storia di una annosa disattenzione – prosegue il presidente del Consiglio comunale - che nasce dalla carenza di un inventario patrimoniale dell’Ente. Il Comune aveva praticamente dimenticato quest’area: nel 1993 l’allora ingegnere capo segnalò all’ufficio tributi il problema, ma non accadde nulla”.

In tal modo, dopo essere decorsi i primi 29 anni di uso gratuito, il Comune non ha effettuato il passaggio di proprietà e non ha richiesto i canoni alle società private che si sono alternate nei successivi 28 anni, perdendo di fatto una cifra stimata intorno a 170mila euro. “Solo nel 2013 – ricorda Blasioli - in Giunta venne portata una delibera da sottoporre al Consiglio comunale per la concessione futura dell’area, ma la scadenza del mandato di fatto fermò le cose e la procedura non si è definita”.

Quel che rimane è solo un grande rammarico: se il Comune avesse effettuato il trasferimento nel 1987, oggi sarebbe nella posizione di pretendere i canoni non riscossi negli ultimi 28 anni, una cifra che avrebbe potuto dare sicuramente un sollievo al bilancio comunale. Ma la situazione cambierà presto, ha assicurato il presidente, visto che il Comune di Pescara dopo anni si sta attivando per risolvere la vicenda. “Il Consiglio comunale – conclude - potrà decidere se realizzare l’allargamento di piazza Duca, che sarebbe molto utile per ricavare dei parcheggi, o se richiedere, crediti prescritti a parte, i canoni alle società che hanno usufruito di quello spazio e a quelle che eventualmente ne usufruiranno in futuro. Saranno decisioni che la Giunta sottoporrà a breve al Consiglio comunale”.







Questo è un articolo pubblicato il 11-01-2015 alle 12:20 sul giornale del 12 gennaio 2015 - 1002 letture

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