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Tasse, Alessandrini mette in croce il Centrodestra: ‘5 anni di rinvii, ritardi e indecisioni: ora sacrifici necessari'

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Rinvii inspiegabili, ritardi inammissibili e una perenne indecisione su tutto: sarebbero queste, secondo il sindaco Marco Alessandrini, le cause principali del dissesto finanziario del Comune di Pescara, con la 'regia' della vecchia amministrazione di Centrodestra.

“Ci stiamo assumendo responsabilità importanti – ha dichiarato il Primo Cittadino in conferenza stampa -, Pescara deve essere governata e riportata allo sviluppo che merita. L'obiettivo è risanare subito e avere sicurezza finanziaria per il futuro”.

Alessandrini ha quindi riferito di una situazione ‘drammatica’, che ha avuto modo di verificare personalmente in questi primi mesi al timone della città, assicurando che tutti gli sforzi del nuovo esecutivo finora sono stati indirizzati ad evitare decisioni 'impopolari'.

“Abbiamo cercato di evitare fino all’ultimo di ricorrere ad una manovra pesantissima – ha spiegato il sindaco - sia per l'Amministrazione che per i cittadini, e ora questa sarà portata al confronto con le categorie produttive, i sindacati e gli stessi cittadini durante incontri che faremo a Palazzo di Città e nei quartieri”.

La temuta batosta, quindi, è ormai in dirittura di arrivo, anche se, rassicura il sindaco, “tutte le decisioni saranno prese dopo questi confronti, e alla fine sarà il Consiglio Comunale a decidere se Pescara potrà essere salvata dal dissesto, causato da chi oggi dice di non avere responsabilità e colpe”.

Presentando i prospetti per il risanamento, Alessandrini ha assicurato che si tratta di “sacrifici necessari per restituire respiro alla città già dal 2015”. Nell’occhio del ciclone sono finiti "i ritardi e rinvii ingiustificati da parte della precedente amministrazione nella gestione delle entrate: non hanno introdotto la Tasi, non hanno chiesto acconti per la Tari”, per non parlare dell’esposizione da 30 milioni di euro presso la Tesoreria e, dulcis in fundo, "il trasferimento al 2014 di diverse voci di spesa da coprire, rinviate dall’ultimo bilancio di previsione varato dalla Giunta di Centrodestra".

Da qui, la necessità di ridurre la spesa “in tutti i capitoli in cui era possibile farlo”, e il blocco di “tutte le voci di spesa non comprimibili rispetto al 2013”.

Riportiamo a seguire il prospetto relativo alle imposte presentato dal sindaco di Pescara:

TARI: il piano industriale di Attiva per il 2014 prevede una riduzione di 400.000 euro derivante da processi di razionalizzazione dell'organizzazione dei lavori. Pertanto i cittadini e le imprese non avranno nessun aumento complessivo, ma una leggera diminuzione. Nei prossimi giorni si procederà a una diversa ripartizione del carico tra famiglie ed imprese, che si propone di passare da 50 per le famiglie e 50 delle imprese a 60 per le famiglie e 40 per le imprese.

TASI: la stessa è stata istituita dal Governo per compensare i mancati trasferimenti dallo Stato della vecchia IMU sulla prima casa e si applica su tutto il territorio nazionale. Per il Comune di Pescara prevede l'aliquota del 2,5 per 1000 e porta un gettito di 10.400.000 euro.

IMU: l'aliquota, già al 10,25, è stata portata a al 10,60 per 1.000 con un maggior gettito di 2.350.000.

Nei prossimi giorni, allegata al Bilancio sarà prodotta la delibera relativa all'aliquota IRPEF che passerà dallo 0,49% allo 0,8%, producendo un maggior gettito pari a circa 4 milioni di euro.



Questo è un articolo pubblicato il 26-08-2014 alle 16:57 sul giornale del 27 agosto 2014 - 565 letture