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Carlo Pavone in fin di vita, nuovo ricovero a Pescara

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A poche ore dalla clamorosa richiesta di Vincenzo Gagliardi, l’uomo rinchiuso in carcere dallo scorso maggio con l’accusa di aver sparato all’imprenditore Carlo Pavone (foto), giungono brutte notizie sullo stato di salute della vittima.

Proprio ieri, per bocca del suo avvocato il presunto killer, ribadendo la sua estraneità ai reati contestati, aveva fatto sapere di essere in precarie condizioni economiche, essendo impossibilitato a recarsi a lavoro da 3 mesi. Da qui, la richiesta di misure cautelari più lievi, che gli permetterebbero di tornare a lavoro e risolvere i suoi problemi economici.

Problemi ben più gravi affliggono invece la vittima di questo terribile caso di cronaca: negli ultimi giorni infatti le condizioni di Pavone si sono aggravate, e questo ha reso necessario un nuovo trasferimento. Dalla struttura specializzata marchigiana dove era stato trasferito per il lungo periodo di riabilitazione, l’ingegnere è stato infatti riportato all’ospedale di Pescara, nel reparto rianimazione. Come confermato da fonti del nosocomio pescarese, si tratta di un segnale della mancanza di miglioramenti da parte del paziente, che evidentemente necessita di essere tenuto sotto strettissimo controllo.

Nel frattempo, non si danno pace gli amici e i parenti dell’uomo. Oltre ai due bimbi avuti dalla moglie Raffaella D’Este, che secondo gli inquirenti sarebbe stata per mesi l’amante del presunto aggressore, Pavone a Pescara ha anche una sorella e diversi amici, mentre il resto della famiglia, compreso gli anziani genitori, risiede a Caracas. ‘Forza Carlo, ce la puoi fare’, scrive un’amica su Facebook. La speranza è che la situazione torni sotto controllo, in modo da permettere un nuovo trasferimento nella clinica marchigiana per proseguire la riabilitazione.

Come si ricorderà, dopo una lunga e complessa indagine, Gagliardi è stato arrestato lo scorso 28 maggio con l’accusa di essere il responsabile dell’agguato a Pavone, colpito a sangue freddo alla testa mentre era uscito di casa, a Montesilvano, per buttare la spazzatura. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, alla base del gesto ci sarebbero motivazioni di carattere passionale, visto che l’accusato aveva una relazione con la moglie dell’ingegnere.



Questo è un articolo pubblicato il 06-08-2014 alle 15:07 sul giornale del 07 agosto 2014 - 1413 letture