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Pescara città dannunziana, anzi no: Alessandrini cancella il logo e scatena la protesta

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A prendere la decisione, a quanto pare, è stato il sindaco in prima persona. Dopo aver consultato i suoi più stretti collaboratori, Marco Alessandrini ha deciso di rimuovere il logo dannunziano del Comune di Pescara, rimpiazzandolo con quello istituzionale.

Una scelta che, ufficializzata attraverso una circolare recapitata a dirigenti e dipendenti comunali, non lascia scampo al logo tanto caro alla vecchia amministrazione guidata da Luigi Albore Mascia. Per il ‘marchio di fabbrica’ del vecchio esecutivo di Centrodestra, dove campeggiava l’immagine del Vate e la scritta ‘Pescara Città Dannunziana’ non c’è più posto.

Dopo il divieto del Primo Cittadino, l’Immaginifico sparirà quindi da carta intestata, lettere, sito istituzionale, manifesti e quant’altro, per far posto al vecchio simbolo della città adriatica, che raffigura l’unificazione di Pescara e Castellammare.

In una nota a margine della lettera inviata ai dipendenti, Alessandrini - che comunque non ha fatto mistero di preferire Ennio Flaiano a D'Annunzio - ha precisato che la decisione di rimuovere il logo non implica alcun giudizio di tipo politico o personale verso lo stesso Gabriele d’Annunzio, ma è motivata con un generico riferimento alla ‘sobrietà istituzionale’.

Una 'svolta' che in qualche modo ricorda la stessa iniziativa di Luigi Albore Mascia, che nel 2009, poco dopo la proclamazione, decise di spazzare via quel ‘Pescara Città Vicina’ di 'dalfonsiana memoria', rimpiazzandolo con l'immagine del Vate.

La decisione però non è andata affatto giù all’opposizione, e da più parti si sono levate forti proteste. In attesa di conoscere il parere dell’ex Sindaco, a farsi sentire è stato Guerino Testa, presidente della Provincia e capogruppo del Nuovo Centrodestra in Consiglio comunale. “La decisione della Giunta è assolutamente sbagliata – spiega Testa -, in quanto viene rimosso un segno distintivo che non è stato un semplice marchio promozionale e pubblicitario, ma una immagine dal profondo significato identitario”.

“Anche se D'Annunzio, per Pescara, non ha nulla a che vedere con il colore politico degli amministratori in carica – prosegue il leader di Ncd –, sorprende come tra i primi atti della giunta Alessandrini ci sia la cancellazione del logo. Forse per il sindaco e per la Giunta questo vuol dire cambiare verso, ma sinceramente mi sarei aspettato qualcosa di più in queste prime settimane di attività, un segno di discontinuità che doveva passare per altro e non attraverso un logo”.

Sulla stessa linea anche la posizione di Forza Italia, che per bocca del capogruppo in Consiglio comunale annuncia battaglia: "Abbiamo già inviato una diffida per bloccare questo provvedimento - spiega Marcello Antonelli -, e faremo l'impossibile per fermare una decisione incomprensibile"



Questo è un articolo pubblicato il 05-08-2014 alle 12:44 sul giornale del 06 agosto 2014 - 973 letture