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Caso Pavone, il presunto killer di Montesilvano è al verde: ‘Senza stipendio da 3 mesi, fatemi uscire’

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La richiesta, per certi aspetti spiazzante, è arrivata dall’avvocato difensore, che ha chiesto di rivedere la misura cautelare in carcere per il suo assistito. L’imputato in questione è Vincenzo Gagliardi, il 48enne di Chieti accusato di aver sparato il 30 ottobre scorso a Carlo Pavone (foto), ingegnere informatico da allora ridotto in stato vegetativo.

Dopo una lunga e complessa indagine, Gagliardi è stato arrestato lo scorso 28 maggio con l’accusa di essere il responsabile dell’agguato a Carlo Pavone, colpito a sangue freddo alla testa mentre era uscito di casa, a Montesilvano, per buttare la spazzatura. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, alla base del gesto ci sarebbero motivazioni di carattere passionale, visto che l’accusato aveva una relazione con la moglie dell’ingegnere.

Gagliardi, che è rinchiuso da oltre due mesi nel carcere di Pescara, ha sempre respinto tutte le accuse, e in questi giorni per bocca del suo avvocato Renzo Colantonio è tornato a farsi sentire, evidenziando il grave stato di disagio economico in cui verserebbe a seguito dell'arresto.

Gagliardi, impiegato nel centro meccanografico delle Poste, a Pescara, dal maggio scorso infatti non riceve più lo stipendio, e proprio per questo sarebbe praticamente sul lastrico. Da qui, la decisione del legale di depositare una richiesta al Gip per permettergli di tornare a lavoro.

Le indagini, coordinate dai Carabinieri di Pescara, hanno evidenziato la presenza di tracce di polvere da sparo su alcuni vestiti dell’indagato, unitamente a ricerche 'sospette' fatte dall’uomo su internet circa l’utilizzo di armi da fuoco. Elementi che, insieme all’accertato legame con la moglie di Pavone, sono stati sufficienti a ordinarne la carcerazione.

Come si ricorderà, il 43enne, padre di due bambini e incensurato, la sera del 30 ottobre era uscito di casa per gettare la spazzatura. E proprio nei pressi dei cassonetti dei rifiuti, intorno alle 21, era stato trovato riverso in strada da un passante, con una grossa ferita alla testa. Scattato subito l’allarme, col ricovero d'urgenza all’ospedale civile di Pescara, all'ingegnere era stato estratto un proiettile dalla testa. Dopo oltre 3 mesi dal ricovero, Pavone ha lasciato l’ospedale ed è stato trasferito in una struttura specializzata marchigiana per la delicata fase della riabilitazione.

Pavone, titolare di una società di informatica, senza nessun problema economico alle spalle, viveva con moglie e figli nelle immediate vicinanze del luogo del ritrovamento, in via De Gasperi. Le indagini, inizialmente concentrate sulla sfera privata dell’imprenditore originario di Caracas, non hanno evidenziato zone d’ombra nella vita della vittima. Da qui, un autentico rompicapo per gli inquirenti, fino alla svolta del 28 maggio con l'arresto di Gagliardi.



Questo è un articolo pubblicato il 05-08-2014 alle 13:43 sul giornale del 06 agosto 2014 - 1340 letture