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Strage di Bologna, Alessandrini alla commemorazione: 'Porto la solidarietà dei pescaresi, mai più terrorismo'

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Sabato 2 agosto la città di Pescara, nella persona del sindaco Marco Alessandrini, parteciperà alla commemorazione della strage alla Stazione di Bologna, che il 2 agosto 1980 costò la vita a 85 persone.

L'esplosione, che provocò anche il ferimento di oltre 200 innocenti, ha lasciato un segno indelebile nella memoria storica del nostro Paese, e proprio per questo Alessandrini ha deciso di portare in prima persona la solidarietà e il ricordo della città.

"Nella sala d'attesa di 2° classe che ancora oggi porta i segni visibili di quello squarcio - ricorda commosso il Primo Cittadino - c'era gente comune, gente di passaggio, gente colta di sorpresa dalla morte: di alcuni di loro è rimasta solo un’ombra sul muro, come a Hiroshima e Nagasaki".

"La celebrazione di quest'anno sarà per me molto significativa - prosegue il sindaco, che già in passato ha preso parte alla manifestazione - perché torno a Bologna in una veste particolare, che è quella di Primo Cittadino di Pescara. Una veste a cui ho voluto dare evidenza, perché la ricerca di giustizia e il valore della memoria non appartengano solo a Bologna o alle città e a quanti sono stati colpiti da eventi tragici a causa del terrorismo".

Alessandrini, che nel giorno della strage aveva già perso da più di un anno il suo papà Emilio, magistrato in servizio presso il tribunale di Milano, anche lui vittima di un attentato terroristico, porterà con sé il Gonfalone comunale, "come segno di partecipazione della città di Pescara al dolore ancora forte di Bologna, della sua gente, dei familiari delle vittime di una strage rimasta sospesa fra la legittima richiesta di risposte e scenari ipotetici su moventi e mandanti".

"La vicinanza fra comunità e fra città è fondamentale quando tocca temi come la legalità - ha concluso il sindaco -, quando si manifesta a causa di ferite difficili da rimarginare per il Paese, come sono quelle delle stragi. In quest'ottica Pescara vuole dare un segnale forte di presenza e di capacità di memoria, e lo faremo accogliendo eventi e commemorazioni che vanno verso questa direzione, coinvolgendo soprattutto il mondo dei giovani, che è quello che deve scrivere il resto della nostra storia”.





Questo è un articolo pubblicato il 01-08-2014 alle 17:30 sul giornale del 02 agosto 2014 - 706 letture