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Sorpresa: a Pescara i turisti sono ‘trasgressivi’. Torna l’incubo dei ‘sacchettisti’

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Trasgressore (21%), in piena attività, e abituato, durante la vacanza, a mangiare di tutto, senza tabù: è questo l'identikit che descrive il comportamento e lo stile alimentare dei turisti in soggiorno nel pescarese.

In poche parole, a Pescara i turisti apprezzano la cucina e le eccellenze enogastronomiche, al punto da eccedere a dispetto di tasche e diete. E' questa la fotografia scattata dall'indagine estiva 2013 condotta dal Life Trend Lab, centro di ricerca operativo nell'ambito dello spin off universitario 'LIVE' dell’Università Politecnica delle Marche, con il supporto del Gruppo Gabrielli.

L’indagine è stata condotta attraverso la somministrazione di un questionario individuale, mediante la metodologia dell'intervista personale. I risultati dello studio, che puntava a verificare se e come i modelli di consumo alimentare si modifichino presso la località di vacanza, sono stati presentati dalla Camera di Commercio di Pescara

Oltre alla figura del ‘trasgressore', è interessante l’ascesa del cosiddetto turista ‘sperimentatore’ (17%), che in vacanza ama conoscere la cucina tipica del luogo, essendo molto curioso verso nuovi gusti e sapori.

A illustrare nel dettaglio la genesi di questa ricerca ed i punti salienti che l’hanno caratterizzata, il pro Rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Gian Luca Gregori. “Prima di giungere ai risultati che stiamo illustrando, abbiamo approfondito – ha spiegato il professore – i temi del rapporto tra turismo e commercio, del ruolo della distribuzione moderna nella promozione delle tipicità locali, le tendenze del mercato turistico ed il tema della gastronomia come motivazione della vacanza in Italia e in specifici territori”.

“Quali i prodotti tipici abruzzesi e pescaresi apprezzati e richiesti? Quasi impossibile citarli tutti – ha dichiarato Gregori –, dalla vasta gamma di vini ai distillati e liquori, dai formaggi all’aglio rosso di Sulmona, dalle mandorle di Navelli al parrozzo, dai tartufi al salame dell’Aquila… e poi le ricette di pesci, molluschi e crostacei”.

Complimentandosi per l’analisi svolta dall’Università marchigiana, il presidente della Camera di Commercio di Pescara, Daniele Becci, ha evidenziato come da questa debbano nascere utili spunti di riflessione. “Da un lato la conferma dell’apprezzamento delle nostre eccellenze enogastronomiche, dall’altro l’esigenza di migliorare la promozione delle stesse attraverso programmi di lavoro strategici – ha dichiarato –, come quelli che si attuano nel settore industriale. Il turismo deve essere organizzato come una macchina che punta a risalire la scala mondiale dei paesi più visitati. Dal primo posto siamo scesi al sesto, superati anche dalla Croazia. Siamo diventati ‘sacchettisti’ e di questo devono assumersi pari responsabilità le classi politiche ed imprenditoriali”.

E a proposito di 'sacchettisti', a completare la classifica dei vacanzieri, al terzo posto c’è il cosiddetto ‘economo’ (15%), figura tendenzialmente giovanile e attenta al ‘viaggiare risparmiando’. L’economo è facilmente individuabile, in quanto è solito stazionare davanti alle locandine dei ristoranti per selezionare l'opzione più conveniente. Il 13% del campione è invece rappresentato dal turista ‘adattivo’, anche in questo caso tendenzialmente giovane, che in vacanza non ha troppe pretese, si adatta e mangia ciò che trova relegando al cibo un aspetto meramente funzionale. Il ‘sacchettista’ (10%) invece il cibo lo porta direttamente da casa. Quest’ultimo profilo, tipico tra i 30 e i 50 anni, è particolarmente ‘temuto’ dagli operatori ed è definito anche ‘professionista del risparmio’. A chiudere la graduatoria, l'abitudinario (7% del campione), spesso over 60, che in vacanza non modifica le proprie abitudini alimentari perché troppo legato alle proprie consuetudini.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-07-2014 alle 11:51 sul giornale del 01 agosto 2014 - 709 letture