Tares, arriva la stangata: rincari shock, la rabbia dei pescaresi

4' di lettura 29/01/2014 - La temuta mazzata alla fine è arrivata: dopo gli annunci dei giorni scorsi, che tra smentite e proroghe davano per imminente l’arrivo di 60.000 avvisi di pagamento del saldo Tares 2013, tra ieri (martedì 28 gennaio, n.d.r.) e stamane, per i cittadini pescaresi si è consumato l’atto finale.

E la situazione pare molto più grave di quello che si prevedeva: Ufficio tributi di via Venezia preso d’assalto, centralini di Comune e patronati impazziti, cittadini in fila per ore, ognuno con i suoi piccoli e grandi problemi da raccontare. Errori sulle cartelle, contestazioni generiche, critiche al Governo o all’amministrazione comunale. Per chi ha voglia di stare ad ascoltare, ce n’è davvero per tutti i gusti.

"E’ una situazione assurda – spiega Marco, impiegato 32enne che abita con l'anziana madre –, sull’avviso è calcolato un importo su una metratura e un numero di residenti sbagliato". Come lui, sono tante le storie di cittadini che segnalano errori, calcoli sbagliati, dati non aggiornati. Con buona pace di regolamenti, moduli e relativi software caricati online. Code che non si giustificano neanche con la scadenza dei pagamenti, inizialmente prevista per il 31 gennaio ma prorogata di 15 giorni dal ricevimento dell’avviso, visto che il versamento va effettuato in banca o posta con gli F24 precompilati.

Cosa ci fa quindi tutta questa gente in attesa? Possibile che siano tutti vittime di errori di calcolo? Andando ad approfondire, la situazione è molto più complessa, e cela un disagio più profondo. Al di là degli errori, che a quanto pare non mancano, ciò che ha scatenato caos e rabbia è riconducibile proprio all’estrema incertezza, ai rincari e ad un calcolo astruso che rende difficile per un cittadino ‘normale’ poter prevedere la spesa per il famigerato 'saldo' Tares 2013.

"Non ho trovato errori nel calcolo – conferma infatti Andrea, disoccupato da qualche mese, con moglie e figlio a carico -, quello che contesto è l’entità del rincaro: a maggio, quando avevo ancora un lavoro, ho pagato l’acconto senza rateazione, versando 101 euro. In Comune mi avevano spiegato che il residuo sarebbe stato calcolato moltiplicando il numero di metri quadri della mia abitazione per 0,70 centesimi”.

Tutto facile, a quanto pare, ma la situazione è cambiata ieri, quando il signor Andrea ha aperto la busta con il ‘temuto’ avviso: “Mi hanno richiesto altre 123 euro, ovvero una cifra più che doppia rispetto a quanto pagato gli anni scorsi. L’acconto di 101 euro era quasi pari all’intero importo del 2012, ed ero convinto che avrei dovuto versare altri 20-30 euro al massimo per il saldo”. Ma come si è arrivati a questa cifra? "Tra tariffa comunale, componente servizi, maggiorazione statale e saldo provinciale è difficile capirci qualcosa". Già, ma forse è ancora più difficile riuscire ad avere almeno una vaga idea di quello che si andrà a pagare.

Ma non sono previste agevolazioni per redditi bassi? “Il mio reddito attuale è zero, e la domanda andava fatta prima del 31 dicembre, quando ancora credevo che dovessi saldare una cifra minima. In ogni caso, il calcolo dei redditi avviene ancora sulla base dell’ISEE 2012 e della relativa dichiarazione dei redditi, quando ancora lavoravo, quindi non sarebbe cambiato niente”.”Al massimo – conclude amaramente il giovane – con il nuovo ISEE potrò richiedere le agevolazioni per l’anno prossimo”.

“Le agevolazioni sono solo chiacchiere, non resta che pagare” taglia corto la signora Assunta, residente in via Cavour. “Sono vedova, vivo con mia figlia disoccupata e il mio nipotino, con una piccola pensione. Ma ho la sfortuna di avere una casa grande, comprata da mio marito in 30 anni di lavoro. Questo mese tra Imu e Tares dovremo tirare a campare, col poco che resta della mia pensione”.

“La colpa non è del Comune” interviene Paolo, pensionato di 68 anni. “Per un anno il governo ci ha preso in giro col balletto sull’Imu, ed ora eccoci tutti qui, a pagare cifre che pochi si aspettavano”. Difficile contestare questa posizione. Per farlo, bisognerebbe tornare da Andrea, che dopo questo estenuante ‘balletto’, si ritrova con una spesa di 123euro in più e uno stipendio volatilizzato. Con tanti ringraziamenti a chi ha vaneggiato (e speculato) per mesi sulla presunta cancellazione dell’Imu.






Questo è un articolo pubblicato il 29-01-2014 alle 12:57 sul giornale del 30 gennaio 2014 - 1350 letture

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