Zona Rossa: Presidente Rapposelli (FdI): "Occorre un vero locdown ora, per poter salvare il Natale"

4' di lettura 20/11/2020 - “Il Comune di Pescara ritiene necessario chiedere dei chiarimenti in merito al nuovo lockdown deciso per la regione Abruzzo e la relativa disciplina delle attività commerciali. "

"Lunedì prossimo, 23 novembre, incontreremo l’assessore regionale alle Attività Produttive Daniele D’Amario per capire quali sono i criteri e i margini per le aperture e chiusure dei negozi, criteri che oggi sembrano penalizzare unicamente le attività dedite al food e, soprattutto, i negozi di abbigliamento e calzaturiero, gli unici di fatto a non poter lavorare.

E infatti la nuova Zona Rossa, almeno su Pescara, non sta riducendo il numero dei cittadini nelle nostre strade dove, in realtà, si gira tranquillamente, vanificando, di fatto gli sforzi.

A questo punto alla Regione chiediamo che se si deve fare una chiusura economica per due-tre settimane, con l’obiettivo sanitario di far scendere la curva pandemica del Covid-19, che sia uno stop totale a tutte le attività, fatte salve quelle alimentari e le farmacie”.

Lo ha annunciato il Presidente della Commissione Commercio e Attività Produttive Fabrizio Rapposelli nel corso della seduta alla quale ha preso parte anche l’assessore delegato Alfredo Cremonese.

“Partiamo dal presupposto che la nostra Commissione è stata forse tra le prime a chiedere, sentite anche le Associazioni di categoria, il lockdown ora per poi salvare il Natale e il periodo dei saldi in favore di tutta la popolazione, quindi commercianti e utenti – ha ricordato il Presidente Rapposelli -. Tuttavia pensavamo che il nuovo provvedimento avrebbe rispecchiato la chiusura della prima ondata della pandemia, dunque lo stop generalizzato a quasi tutte le attività produttive, limitando le aperture alle sole categorie veramente essenziali, come generi alimentari e farmacie.

E invece, a due giorni dall’entrata in vigore della nuova Zona Rossa, ci siamo resi conto che la nuova Zona Rossa è in realtà una zona ‘rosa’, visto che le uniche attività realmente chiuse e penalizzate sono quelle del food, negozi di abbigliamento e calzature e su questo ritengo che si stia verificando una discrepanza grandissima e difficilmente comprensibile, mi pare difficile individuare la ratio di tali scelte, considerando che chi opera nell’abbigliamento, ad esempio, ha effettuato degli ingenti investimenti per centinaia di migliaia di euro per rifornire i propri magazzini in vista del Natale molti mesi prima, addirittura a fine 2019, e oggi è completamente fermo a fronte di colleghi di altri settori che stanno continuando a lavorare come se non fossimo in una ‘zona rossa’ per una pandemia sanitaria.

Peraltro parliamo di attività che non hanno mai violato le norme per il contenimento del contagio, come il distanziamento sociale, il divieto di assembramento e l’utilizzo dei dispositivi di protezione e sicuramente i piccoli negozi al dettaglio non sono luogo di assembramento. In altre parole, quella che stiamo vivendo – ha aggiunto il Presidente Rapposelli – non è la nostra idea di lockdown, piuttosto se dobbiamo sospendere le nostre vite quotidiane in virtù di una ripartenza dall’8 dicembre per salvare il Natale di tutti, se dobbiamo fermarci per almeno 3 settimane per far abbassare realmente la curva della pandemia, allora che si operi una chiusura totale com’è accaduto da marzo a maggio, perché non è accettabile che il sacrificio odierno venga pagato solo da alcune tipologie merceologiche.

Oggi di fatto ci sembra che si stia solo consumando un torto a danno di alcune specifiche categorie e allora vogliamo capire come possiamo agire, come possiamo modificare le misure in atto, e soprattutto a che punto si trovano le procedure per l’erogazione dei ristori promessi dallo Stato e in quali percentuali verranno erogati, ovvero sulla base di quali criteri.

Le nostre preoccupazioni sono state condivise anche dall’assessore Cremonese il quale ha annunciato per lunedì prossimo, 23 novembre, la convocazione di un vertice con l’assessore regionale alle Attività Produttive, alla presenza nostra e delle Associazioni di categoria per individuare, innanzitutto, delle misure di intervento incisive sull’attuazione reale della zona rossa finalizzata ad abbassare la curva pandemica.

Nel frattempo l’assessore Cremonese ha annunciato che il Governo ha stanziato 5,4 miliardi di euro di ristoro per 460mila attività produttive di tutto il paese, sulla base dei codici Ateco, di cui solo 2,6 miliardi di euro a fondo perduto, che rischiano di tradursi in pochi spiccioli per ciascuna attività.

La Regione Abruzzo, fortunatamente, si è già attivata con stanziamenti personali, a partire dai 49mila euro di fondo perduto e altri bandi aperti, che saranno oggetto di confronto lunedì”.


da Fabrizio Rapposelli
Presidente Commercio – Attività Produttive – Edilizia Scolastica – Pubblica Istruzione





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-11-2020 alle 11:12 sul giornale del 21 novembre 2020 - 194 letture

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