Martedì 8 settembre Mancini, Gravina e la Nazionale, Valori e Bosso a "La Festa della Rivoluzione – d’Annunzio torna in Abruzzo"

11' di lettura 08/09/2020 - Saranno Gabriele Gravina, Presidente della Federazione Italiana Gioco Calcio, il campione Roberto Mancini, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana, e poi la musica tostiana di Angelo Valori e Fabrizio Bosso special guest, i protagonisti assoluti domani, martedì 8 settembre, dell’ottava e ultima giornata di eventi de "La Festa della Rivoluzione – d’Annunzio torna in Abruzzo", promossa dalla Presidenza del Consiglio regionale d’Abruzzo, con il Consiglio e la giunta regionale e il Comune di Pescara.

Una chiusura dunque col botto per la rassegna che, pur nelle limitazioni imposte dal Covid-19, ha fatto registrare numeri record di presenze e partecipazione di pubblico e che domani si chiuderà nel nome del binomio d’Annunzio e sport con sorprese da parte della Nazionale Azzurra.

“Tra le innumerevoli innovazioni che dobbiamo a d’Annunzio c’è l’invenzione della parola scudetto e del suo simbolo, quel gagliardetto che fece apporre sulla maglia degli italiani quando nel 1920, esattamente cento anni fa – ha ricordato il Presidente Sospiri -, durante la presenza a Fiume, venne organizzata la partita amichevole tra una selezione militare italiana e alcuni locali, proprio per creare anche un clima di condivisione sociale.

E proprio d’Annunzio fece cucire sulle maglie italiane uno scudetto con i colori della bandiera italiana, un segno distintivo che è diventato il simbolo del calcio.

Era dunque naturale che Pescara celebrasse quest’anno l’evento. E poi chiuderemo con la grande musica, il nostro sarà un arrivederci carico di speranza affinchè, continuando a remare tutti nella stessa direzione, la rassegna si sia tradotta in un volano per il nostro turismo”.

La giornata di domani, martedì 8 settembre, si aprirà alle 19.30 in piazza della Rinascita, per l’evento ‘d’Annunzio e lo scudetto’, con la narrazione storica di Matteo Marani, e la partecipazione del Commissario tecnico della Nazionale Roberto Mancini e il Presidente FIGC Gabriele Gravina, con la presenza del giornalista Mediaset Giammarco Menga.

Gabriele Gravina nasce come imprenditore ma sin dagli anni ottanta si interessa al mondo dello sport, dapprima come accademico quindi ricoprendo cariche nel settore.

Dal 1984 al 2000 è, insieme all'imprenditore Pietro Rezza, proprietario del Castel di Sangro, ricoprendone la carica di presidente dal 1992 al 1996 e dal 1998 al 2000. In quel periodo, il sodalizio sportivo dell'omonima cittadina di circa seimila abitanti balza agli onori della cronaca conquistando 5 promozioni nell'arco di un decennio e arrivando a disputare la Serie B, sotto la presidenza di Luciano Russi, realizzando così un vero e proprio ‘miracolo sportivo’.

Nello stesso periodo è dapprima consigliere della Lega Professionisti Serie C quindi consigliere federale della FIGC. Dal 1997 al 1999 è membro del consiglio di amministrazione della Cassa di Risparmio della provincia dell'Aquila.

Dopo essere stato, per un biennio, membro della Commissione della UEFA per l'Assistenza Tecnica ed Amministrativa, negli anni duemila ricopre in diversi periodi la carica di capo delegazione della Nazionale Under-21, guidando gli azzurrini ai campionati europei del 2004, 2007 e 2009 oltre che ai giochi olimpici di Atene 2004 e Pechino 2008.

Dal 2006 è membro del consiglio di amministrazione della Banca di Credito Cooperativo di Roma e dal 2007 è socio della Fondazione della Cassa di Risparmio della provincia dell'Aquila. Dal 2008 è inoltre docente, presso l'Università degli Studi di Teramo, dei corsi di Management Sportivo e di Organizzazione e gestione degli eventi sportivi. Il 22 dicembre 2015 diventa presidente della Lega Italiana Calcio Professionistico succedendo così nella carica a Mario Macalli. Viene confermato nell'incarico il 15 novembre 2016, con 55 preferenze. Dimessosi dalla carica il 16 ottobre 2018, viene eletto presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio il 22 ottobre successivo con il 97,2% dei voti.

Roberto Mancini, considerato uno dei migliori centrocampisti offensivi nella storia del calcio italiano, ha debuttato in Serie A con il Bologna nel 1981, non ancora diciassettenne, per poi diventare negli anni a seguire un simbolo della Sampdoria, di cui è il recordman di presenze e reti, avendovi disputato 566 partite segnando 173 gol; dopo aver militato nel club genovese dal 1982 al 1997, ha militato per un triennio nella Lazio, per poi chiudere la carriera da calciatore con una breve parentesi nel Leicester City.

Tra il 1984 e il 1994 ha fatto parte della nazionale italiana, con cui ha disputato da titolare il campionato d'Europa 1988 e partecipato senza giocare al campionato del mondo 1990; in maglia azzurra ha totalizzato 36 presenze e 4 reti. Conta inoltre 26 apparizioni e 9 gol nell'Italia Under-21, con cui ha preso parte agli Europei 1984 e 1986. Avendo vinto sei volte la Coppa Italia, è il giocatore che ha conquistato più volte questo trofeo, nonché quello col maggior numero di presenze nella competizione (120); il suo palmarès annovera anche due Coppe delle Coppe, due scudetti, due Supercoppe italiane e una Supercoppa UEFA.

A livello individuale si è aggiudicato due premi agli Oscar del calcio AIC 1997, risultando miglior calciatore italiano e miglior calciatore assoluto; in precedenza aveva vinto per due volte il Guerin d'oro, al termine delle stagioni 1987-1988 e 1990-1991.

Nel 2017 è stato insignito del Golden Foot, venendo annoverato tra le Leggende del calcio. Ritiratosi dal calcio giocato, ha intrapreso la carriera da allenatore, vincendo numerosi trofei anche da tecnico: quattro Coppe Italia (record condiviso con Massimiliano Allegri e Sven-Göran Eriksson), due Supercoppe italiane, tre campionati italiani, un campionato inglese, una FA Cup, una FA Community Shield e una Coppa di Turchia.

Nel 2015 è stato inserito nella Hall of Fame del calcio italiano, nella categoria Allenatore italiano. E’ Commissario Tecnico della Nazionale Italiana dal 14 maggio 2018.

Alle ore 21.30, sempre in piazza della Rinascita, chiusura in musica per la Festa della Rivoluzione con il Concerto ‘TOSTI! D’Annunzio, Napoli e la melodia infinita’, con Angelo Valori & Medit Orchestra, e due special guest, Fabrizio Bosso alla tromba e la soprano Sandra Buongrazio, evento patrocinato dal Pescara Jazz, con Christian Mascetta alle Chitarre, Michelangelo Brandimarte Contrabbasso e Basso elettrico, Michele Santoleri Batteria e percussioni, Angelo Valori, Pianoforte, Composizione, Arrangiamenti e Direzione.

Il progetto, proposto dall’Associazione Culturale New Sounds & Beyond di Pescara, è una produzione originale pensata appositamente per ‘La Festa della Rivoluzione’ 2020. Si tratterà quindi di una prima esecuzione mondiale sotto il patrocinio del Festival Pescara Jazz, il più antico Festival italiano di Jazz.

L’idea è quella di presentare una versione originale e contemporanea di alcune delle Romanze composte da Francesco Paolo Tosti, con particolare riferimento a quelle con testo di Gabriele D’annunzio, esaltando il loro rapporto intellettuale, artistico e di straordinaria amicizia.Le Romanze verranno eseguite prima nella loro versione originale, poi rielaborata in chiave jazz, con un linguaggio che restituisca i caratteri di modernità della musica di Tosti e dei versi di D’Annunzio.

Completano il programma altre celebri Romanze di Tosti insieme a pezzi della Canzone classica napoletana, anch’essi presentati con un linguaggio contemporaneo, a testimonianza dell’ambiente culturale nel quale si sviluppò la formazione del musicista Ortonese.

Lo scopo quindi è quello di mettere in risalto i rapporti tra D’Annunzio e la musica, in particolare con Francesco Paolo Tosti da una parte e con l’innovazione del linguaggio musicale dall’altra. Il concerto presenta, da una parte, gli esiti di una collaborazione durata nel tempo che ha dato vita a numerose Romanze di valore inestimabile, che meritano di essere conosciute dal grande pubblico.

Dall’altra parte, il progetto enfatizza la modernità del linguaggio dei due artisti, inquadrato in quell’ambiente napoletano fondamentale per la formazione di Tosti.

Angelo Valori è un compositore e insegnante riconosciuto a livello internazionale; la sua musica è stata eseguita nelle principali città europee e americane. Ha composto le musiche per lo spettacolo di danza ‘Cleopatra’ rappresentato nell’ambito della stagione 2008 del Teatro dell’Opera di Roma.

Le sue composizioni sono registrate su diversi CD; ha diretto musiche di Rota, Piazzolla, Part in un CD dell’Adriatico Ensemble ed eseguito con John Patitucci, in prima mondiale, le sue ‘Variazioni’ per Basso Elettrico ed Orchestra d’archi. E’ stato Direttore Artistico di Spoltore Ensemble dal 2001 al 2013 e Direttore dei Teatri Massimo e Circus dal 2003 al 2012.

E’ stato membro del Learning Outcomes Working group dell'AEC (Associazione Europea dei Conservatori); attualmente è Direttore artistico di Pescara Jazz. E’ diplomato in Composizione e Direzione d’orchestra presso i Conservatori di Pescara e L'Aquila, dopo aver seguito i corsi di Mario Gusella e Donato Renzetti.

Ha conseguito un Master in Orchestrazione e Arrangiamento presso Berklee Music di Boston. Titolare di cattedra presso il Conservatorio statale di musica di Pescara, dove tiene i corsi di Composizione Pop/Rock e Film Scoring. Nel 2013 ha fondato il Contemporary Vocal Ensemble del Conservatorio, poi divenuto Medit Voices, con il quale ha tenuto più di sessanta concerti. Tiene regolarmente Masterclass, Clinic e Concerti presso prestigiosi Conservatori, College e Università Europee e Americane: Berklee College di Boston (2010. 2012, 2014, 2017, 2018), Columbia College di Chicago, dove è stato invitato anche come ‘Guest Artist in Residence’ (2011, 2013, 2014), Metropolia University Helsinki, HKU Utrecht, KunstUniversitat di Graz, PopAkademie di Mannheim, Royal College di Stoccolma, Leeds College of Music, Conservatorium van Amsterdam.

Fabrizio Bosso. L’incontro con la musica era già scritto nel suo patrimonio genetico, data la presenza di alcuni musicisti in famiglia, ma è in particolare il padre Gianni – trombettista non professionista – a trasmettergli l’amore per il jazz.

Fabrizio Bosso ha soli 5 anni quando comincia a suonare la tromba e a 15 si diploma al Conservatorio di Torino. Dotato di una tecnica strumentale ineccepibile e di un lirismo capace di far risuonare le corde più profonde nell’anima di qualsiasi ascoltatore, ha sviluppato la sua crescita artistica e la sua carriera confrontandosi con tutti i generi musicali, pur rimanendo sempre fedele alla propria radice jazzistica.

Negli anni sono stati molti i dischi incisi, sia in qualità di leader che in veste di special guest. Numerose sono state le formazioni con le quali ha percorso un tratto di strada – più o meno lungo – arricchendo ad ogni passo il proprio linguaggio e la propria ispirazione.

Fabrizio ha collaborato negli anni con alcune icone della musica, godendo di ogni istante condiviso con loro per nutrire la propria esperienza, così come con alcuni giovani talenti, sostenendoli e dando loro opportunità e visibilità.

Rigoroso e instancabile si esibisce nei palchi di tutto il mondo, portando con sé una grande ricchezza melodica e la cantabilità tutta italiana, che unita alla profonda conoscenza della tradizione afroamericana e alla costante attenzione a tutto ciò che di nuovo si muove sulla scena musicale internazionale, rende il suono della sua tromba unico e immediatamente riconoscibile.

Senza mai rinunciare ad affrontare nuove esperienze, e mantenendo la consapevolezza che ogni incontro ha qualcosa da insegnare, il trombettista torinese ha scelto la Musica come mezzo per raccontare la propria storia umana ed artistica, oltre che per condividere sé stesso, tanto con i suoi compagni di palco quanto con il proprio pubblico, sempre più vasto e fedele.

Alle ore 22.30 sono previsti i Saluti di chiusura della Rassegna


da Lorenzo Sospiri
Presidente del Cosiglio Regionale







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-09-2020 alle 10:04 sul giornale del 09 settembre 2020 - 194 letture

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