BOOKS AND THE CITY - "Giornate sonore. Guida per aspiranti ascoltatori globali", intervista a uno dei curatori

06/11/2018 - Torna l'appuntamento con la rubrica "Books and the city", in collaborazione con Aras Edizioni. Ogni volta la presentazione di un nuovo libro. La formula scelta è quella dell'intervista all'autore. L'obiettivo: continuare a fare cultura e promuovere la lettura.

IL LIBRO
Questo volumetto è frutto di un gruppo di ricerca riunitosi nelle due “Giornatesonore” a Urbino (19-20 aprile 2018) nell’ambito del progetto “Safe and Sound”, attivato presso l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo. Ne è emerso un panorama di punti di vista – o meglio, di ascolto – del nostro presente, delle sue implicazioni linguistiche e didattiche, delle sue appresentazioni letterarie e artistiche con l’intenzione, ridefinendo la nostra posizione di ascoltatori, di accogliere l’inclusione nelle scuole e nelle università, individuare nuovi modelli di ruralità nel processo economico, superare dicotomie obsolete e riconoscerci in forme di identità ecologica e culturale sostenibili.

I CURATORI
Alessandra Calanchi è professore associato presso l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, dove insegna Letteratura e Cultura Angloamericana. Studiosa di letteratura ebraico americana, di crime fiction e di cinema, predilige un approccio interdisciplinare e unisce all’analisi letteraria la prospettiva dei cultural studies. Appassionata traduttrice letteraria e saggistica, negli ultimi anni si è occupata di paesaggio sonoro nella letteratura criminale e nella fantascienza, partecipando a convegni in Italia e all’estero. Ha curato diversi volumi nell’ambito dei soundscape studies e a Urbino ha organizzato tre giornate di studio sul paesaggio sonoro (2013, 2015, 2018). Massimiliano Morini è invece professore associato di Lingua e Traduzione – Lingua Inglese presso l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo. Si occupa prevalentemente di teoria, storia e pratica della traduzione e di stilistica pragmatica e multimodale. Per quanto riguarda la traduttologia, ha pubblicato una monografa sul Rinascimento inglese e uno studio teorico su traduzione e pragmatica, nonché vari manuali pratico-teorici. Nel campo della stilistica, ha lavorato sulla narrativa dell’Ottocento, sul linguaggio giornalistico e sull’analisi multimodale della canzone e del cinema. È traduttore letterario e
saggistico. Ecco l'intervista fatta proprio a lui.

Non è la prima volta che Aras Edizioni si interessa al tema del paesaggio sonoro, grazie al volume firmato da Marco Monari “La piazza che non c’era. Ecologia urbana, paesaggio sonoro cognitivo, luoghi antropici del benessere”. Riteniamo che il tema, peraltro non troppo conosciuto, sia molto interessante e poliedrico ma allo stesso tempo nemmeno troppo noto al grande pubblico. Direi di iniziare quindi con la domanda “zero”: che cosa sono i Soundscape Studies? E qual è la loro applicazione fattuale?
Il soundscape altro non è che il mondo di suoni in cui ci muoviamo, spesso senza accorgerci di nulla. Gli studi sul paesaggio sonoro nascono proprio come tentativo di metterci in contatto più diretto e consapevole con questo mondo, e direi che questa è anche la loro applicazione fondamentale. In pratiche come quella delle “passeggiate sonore”, ci si impone di notare e annotare suoni che di norma consideriamo come semplice sottofondo.

Tornando al libro leggo che nasce da due “Giornatesonore” – è proprio il caso di dirlo – ad Urbino nell’ambito del progetto “Safe and Sound”. Ci dica qualcosa in più al riguardo? E come abbiamo capito questo tipo di studi implica la collaborazione e il confronto di professionisti di differenti campi. Il gruppo di ricerca è quindi aperto e in divenire? Se ci fossero lettori interessati all’argomento o cultori della materia come potrebbero contattarvi? Sono già previsti altre giornate di studio o altri appuntamenti per “Safe and Sound”?
Al momento non c’è nessuna data già fissata, ma abbiamo altri progetti in cantiere e speriamo vengano finanziati. Se qualcuno vuole saperne di più, la cosa migliore è contattare me o Alessandra Calanchi, presso l’Università di Urbino. Noi possiamo poi metterli in contatto con le varie emanazioni del progetto.

Prendendo in mano questo libricino, l’attenzione è davvero catturata dalla copertina. Geniale è l’immagine –omaggio alla città ducale – dell’illustratore Marco Petrella che ringraziamo. In linea con questa, il titolo… vorrei concentrarmi su quell’“aspirante ascoltatore globale” del sottotitolo. Ma chi è l’ascoltatore globale ed è possibile in una società in cui l’equilibrio tra i cinque sensi è spesso compromesso dalla posizione dominante della vista?
Proprio per questo è importante fare resistenza (contro se stessi, in primo luogo), diventare consapevoli. Naturalmente per essere ascoltatori globali aiuta avere una formazione musicale, l’abitudine all’ascolto delle sfumature. Ma ci si può addestrare a non dare nulla per scontato, a discriminare fra i suoni, oppure – al contrario – ad ascoltare i suoni singoli senza pensare alla loro provenienza. Confrontare i suoni delle auto con quelli degli uccelli. E ogni tanto, togliere le cuffie.







Questa è un'intervista pubblicata il 06-11-2018 alle 20:13 sul giornale del 07 novembre 2018 - 313 letture

In questo articolo si parla di libri, cultura, fano, università di urbino, intervista, aras edizioni, ascolto, uniurb, saggi

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aZ8Y

Leggi gli altri articoli della rubrica libri & cultura