BOOKS AND THE CITY - Biografia di Margherita Grassini Sarfatti, protagonista della storia anche senza Mussolini

02/08/2018 - Continua la rubrica "Books and the city", in collaborazione con Aras Edizioni. Ogni due martedì la presentazione di un nuovo libro. La formula scelta è quella dell'intervista all'autore. L'obiettivo: continuare a fare cultura e promuovere la lettura,

LA TRAMA
ll turbinoso legame sentimentale 
di Margherita Grassini Sarfatti con Benito Mussolini ha segnato la condanna alla "damnatio memoriae", all’ignoranza e al misconoscimento 
di tutte le sue eccezionali doti intellettuali e culturali, delle sue qualità di critico d’arte, di mentore e mecenate delle avanguardie artistiche del primo ’900, di lucida giornalista, di scrittrice attenta ed appassionata. Da qualche anno i riflettori stanno focalizzando la sua vicenda cercando di districarla nel nefasto complesso del periodo fascista della cui ideologia Margherita fu decisa ispiratrice.
Il testo di Angela Frattolillo
intende restituisce a Margherita Grassini Sarfatti la dignità di donna
 e di intellettuale. La parentesi sentimentale con Benito Mussolini viene cioè trattata marginalmente, privilegiando la sua stratificata formazione e l’evoluzione del suo pensiero politico ed estetico, sia letterario che artistico. Una biografia dunque originale, minuziosa, articolata, attenta e coinvolgente per una donna dagli innegabili meriti e decisa pioniera del protagonismo femminile intellettuale, sociale e politico.

L’AUTRICE
Angela Frattolillo, docente e dirigente nelle Scuole Secondarie Superiori, è appassionata studiosa e meticolosa ricercatrice. La sua attenzione è rivolta a fare emergere dal buio degli archivi vicende, volti e voci di protagonisti del nostro tempo. Ne scaturisce una categoria declinata soprattutto al femminile che ha generato originali saggi in cui il rigore scientifico e la lucida analisi si coniugano con una forte empatia con i personaggi. È autrice di: L’opera educatrice e sociale di Angiola Bianchini nella Fano di fine ‘800 (2005); Alda Merini, vertigini di Cielo su abissi di dolore (2010); I ruoli della donna nella Grande Guerra (2015) e altri.

Eleonora Duse disse: “Il fatto è che mentre tutti diffidano delle donne, io me la intendo benissimo con loro! Io non guardo se hanno mentito, se hanno tradito, se hanno peccato– o se nacquero perverse – perché io sento che hanno pianto – hanno sofferto per sentire o per tradire o per amare...”. Nel suo ultimo saggio traccia un profilo della Sarfatti: personaggio poliedrico e controverso. Chi era in realtà? E chi la gente pensa che fosse?
La citazione era la risposta di Eleonora Duse a quanti le rimproveravano la scelta di protagoniste tormentate, ribelli e non conformi alla morale borghese. Per molti aspetti Margherita Grassini Sarfatti, pur appartenendo all'alta borghesia commerciale, assomiglia alle protagoniste ibseniane nel rifiuto delle convenzioni. Margherita era una femminista, ma non sulle posizioni delle suffragiste inglesi o delle socialiste alla Kuliscioff. Riteneva essenziale la coscienza della propria identità, le capacità e la volontà per la realizzazione di sé; non l'organizzazione nella lotta di classe. La sua intelligenza, la vasta cultura, la capacità di individuare originalità e genialità di artisti alle prime armi, da Boccioni a Giorgio de Chirico, la doviziosa disponibilità economica che le consentiva di sostenerli e divulgarne la creatività, ne hanno fatto l'indiscussa protagonista culturale italiana, a livello non solo europeo. La "gente" la ignora o se ne conosce il nome, l'ha catalogata e confinata nel nutrito stuolo di amanti mussoliniane sul modello di Claretta Petacci!

Quali sono le esperienze di vita di Margherita Sarfatti che l’hanno colpita maggiormente, portandola alla stesura del saggio?
La vita di Margherita Sarfatti è una straordinaria trama di luce e di ombre. È attenta osservatrice, ha prodigiose intuizioni politiche, capacità relazionali e organizzative, incredibili doti affaristiche e manageriali, ma anche tenerezze di donna e di madre. Cosa mi ha colpito della sua vita: la lucida analisi degli aggrovigliati problemi del suo tempo storico. Penso all'esperienza della Grande Guerra fatta in Francia nel 1915 e al giudizio negativo sulla macchina di morte che è la guerra. Sorprendente la sua intuizione della forza degli States: il nuovo mito che avrebbe soppiantato i regimi autocratici e totalitari della Vecchia Europa. Magica la sua utopia di un progetto politico da realizzare sotto il segno della gloriosa tradizione romana e nel rinnovato rinascimento culturale operato dall'Arte e dalle scienze. In questo sogno mitizza Benito Mussolini. La degenerazione del fascismo e le vergognose leggi antisemite la costrinsero alla fuga nel '39 a Montevideo. Da donna intelligente qual era, fece un'autocritica spietata, giungendo alla coscienza della propria oggettiva responsabilità storica. Non potevo perciò continuare a far restare nell'ombra la sua drammatica, esemplare vicenda umana.

Lei ha scritto di altre donne: da Ipazia di Alessandra ad Alda Merini, molto più di quanto abbia scritto di uomini. Qual è l’importanza di parlare di queste figure nel nostro periodo storico?
Il nostro tempo sembra fare spazio alle donne da sempre ignorate, relegate al ruolo di "fattrici" o di corollari di alleanze e trattati bellici. Risulta perciò necessario riscrivere la storia dal punto di vista delle donne che l'hanno sofferta nelle loro carni, nei loro silenzi imposti, nelle loro opinioni volutamente ignorate. Esistono voluminosi faldoni polverosi negli Archivi delle Biblioteche con nomi e vicende di donne che attendono di avere volto e voce. Personalmente sento il dovere di ricercare un nome sfiorato in uno studio. Ed è come far emergere dal buio una luce. Nel caso di Margherita Grassini Sarfatti è stato come squarciare coltri di fitte tenebre per liberare un orizzonte baluginante di pensieri, umori, speranze, tristezze. La casa Editrice Aras Edizioni, diretta da una donna, ha avuto la sensibilità di destinare una collana "Le crinoline" alle donne autrici e ricercatrici di personaggi femminili. Il mio saggio ha inaugurato questa collana.

Ha un modello, una figura, una donna da cui trae ispirazione?
Ero una giovanissima docente quando mi imbattei in un testo travolgente: "Il sesso inutile". L'autrice era Oriana Fallaci. È stata poi tra gli autori delle mie programmazioni didattiche nel liceo. La Fallaci ha costituito una figura straordinaria di donna: colta, ironica, libera da schemi, intraprendente, coraggiosa. Una donna con la schiena sempre dritta, capace di chiamare le cose con il loro nome e di sfidare atteggiamenti farisaici, fuorvianti politiche e buonismi accomodanti. Ha fatto della scrittura il mezzo per far conoscere e per dimostrare la verità delle vicende e degli uomini, dei conflitti che hanno funestato anche la II metà del '900 dal Vietnam al Medioriente. Ma la verità genera odio, perciò le sue durissime accuse l'hanno di fatto esclusa da riconoscimenti o premi. Si è autoesiliata negli U.S.A. ma fino alla morte è rimasta fedele alla sua morale, all'obbligo di smascherare e di scuotere le coscienze dinanzi all'Apocalisse che ha inaugurato e segnato il nuovo secolo.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-08-2018 alle 19:47 sul giornale del 03 agosto 2018 - 247 letture

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