Prima lo sgombero, poi il nulla: 165 persone in strada, microcriminalità in crescita e commercio abusivo alle stelle. Di chi è la colpa?

14/12/2016 - Cosa ne sarà dei 165 senegalesi ‘orfani’ del mercatino etnico, rimasti improvvisamente senza lavoro e prospettive? Ce lo chiedevamo lo scorso mese di maggio, a pochi giorni dallo sgombero deciso dal sindaco Marco Alessandrini (foto). Sette mesi dopo, la risposta è ancora appesa all’immobilismo della Giunta comunale, rivelatasi del tutto incapace di dare un seguito all’azione intrapresa la scorsa primavera.

Spenti i riflettori, gli extracomunitari - privati dell’unica, anche se precaria, fonte di sostentamento – sono finiti in strada, sparpagliati qua e là, alimentando il commercio abusivo, la microcriminalità e, in molti casi, perfino la miseria diffusa e la percezione di degrado.

“Lo sgombero del mercato etnico – denunciava a suo tempo l’ex assessore alle Politiche Sociali della Provincia, Guido Cerolini - ha aperto una preoccupante voragine sociale le cui conseguenze non saranno indolori. Ci preoccupano le condizioni di quei 165 ambulanti, di cui solo una ventina in possesso delle autorizzazioni per esercitare l’attività nei nostri mercati, e che di fatto da giorni vagano in città senza meta”.

Parole che oggi risuonano come un avvertimento sinistro, in grado di fotografare alla perfezione quanto sta avvenendo nella realtà. Il piccolo esercito dei senegalesi ‘sfrattati’ di fatto ha finito per ingrossare le fila dei venditori abusivi, e a nulla sono valse le promesse del sindaco e le reiterate richieste di rassicurazioni da parte della comunità senegalese, stanziata da decenni in città, che a maggio ha assistito in silenzio allo smantellamento delle bancarelle.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: nella zona della stazione ferroviaria regna il degrado, e la rimozione del mercatino paradossalmente ha aggravato la situazione. Ne è convinto anche il responsabile pescarese di CasaPound Mirko Iacomelli, secondo cui “lo stato di abbandono che prima era circoscritto adesso sembra essersi diffuso a macchia d’olio”.

A questo, si aggiungerebbero “parcheggiatori abusivi sempre più arroganti”, che secondo il leader di CasaPound “non esitano a danneggiare le autovetture per la mancata corresponsione di una lauta mancia”. Per non farsi mancare nulla, nelle stesse aree fatte sgomberare dal sindaco sono in bella mostra “merce contraffatta esposta in bagagliai che fungono da boutique” e proliferano “spaccio incontrollato di droga, deiezioni anche in pieno giorno, falò e barbecue improvvisati e molestie nei confronti delle poche donne che si arrischiano a parcheggiare e circolare in quella fascia”.

Tornando alla domanda iniziale, il nuovo quesito nasce spontaneo: è stato giusto intervenire in quel modo, per poi lasciare la situazione assolutamente in sospeso? E che dire delle sorti di quelle 165 persone, spesso con familiari e bambini a carico, lasciate nel migliore dei casi ad ingrossare il commercio abusivo e, nel peggiore, ad alimentare la microcriminalità? Di chi è la colpa di tutto questo?
 





Questo è un articolo pubblicato il 14-12-2016 alle 12:52 sul giornale del 15 dicembre 2016 - 1838 letture

In questo articolo si parla di cronaca, attualità, sociale, politica, stranieri, povertà, extracomunitari, commercio abusivo, degrado, microcriminalità, vivere pescara, guido cerolini forlini, marco alessandrini, senegalesi, articolo, casapound pescara, mercatino senegalesi, mirko iacomelli

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è http://vivere.biz/aEDa