Inquinamento alle stelle e utilizzo della Strada Parco, che fare? Il comitato No filobus: ‘Soluzione sbagliata, ecco perché’

Con l’inquinamento atmosferico alle stelle, non mancano in città proposte più o meno bizzarre per risolvere l’annoso problema del traffico. Tra le tante soluzioni pervenute sul tavolo dell’amministrazione comunale, spicca quella firmata dalla coalizione di centrodestra, che attribuisce proprio al crescente utilizzo delle vetture private le responsabilità maggiori dell’inquinamento, rilanciando quindi il progetto filovia sull’ex tracciato ferroviario.

Di fronte a questa proposta, che punta a ridurre l’impatto delle auto sulla mobilità cittadina, si levano le ragioni del comitato ‘No filobus’, da sempre in prima linea per la tutela della Strada Parco.

Riportiamo a seguire il parere di Ivano Angiolelli, portavoce del gruppo e ambientalista.

‘La filovia di Pescara? E' necessaria contro l'inquinamento da polveri sottili’, perbacco. Così, per lunghi anni, ce l'hanno menata il centrodestra in pompa magna, una parte consistente del centrosinistra con un passo avanti e due indietro, gli scrupolosi sindacati di categoria all'unisono con tutti gli organi d'informazione, cartacei e radiotelevisivi. Facendo passare i comitati contrari a un progetto ultra ventennale che non aveva, e non ha, le gambe per camminare, come inguaribili egoisti e deprecabili avversari del progresso sociale e civile della comunità. Poveri noi!

Un atto d'amore per Pescara, che peraltro nessuno aveva mai chiesto, men che meno il padre politico del prezioso finanziamento pubblico conseguito, vale a dire il compianto Onorevole Nino Sospiri. Il quale, non avrebbe mai consentito lo squallore del peggior impiego possibile di quelle risorse, consumate a danno del paesaggio e dell'Erario dello Stato.

Dall'inizio dei lavori a Montesilvano, che risale ai primi di gennaio 2009, sono passati vanamente otto anni e, immancabilmente, ogni anno, con l'avvio degli impianti di riscaldamento - che sono la prima causa d'inquinamento - riparte, senza vergogna, l'antica litania sull'urgenza del filobus.

Che, viceversa, è: 1. un mezzo di trasporto morto giacché tutte le città che lo hanno avuto lo hanno tolto, in quanto poco efficiente e assai costoso; 2. chi parla di filobus come progresso o non è mai stato nel traffico di Pescara o è disinformato; 3. una mobilità intelligente deve puntare a spingere i cittadini a scegliere mezzi alternativi all'auto (bicicletta, mezzi pubblici agili e versatili); 4. con i miliardi spesi per il filobus avremmo pagato lo stipendio per decenni a tanti padri di famiglia, ovvero gli autisti degli autobus, oggi non troppo tutelati; 5. a Pescara, anziché rincorrere i fantasmi con una linea filoviaria di pochi chilometri installata su un tracciato privo di servizi, dov'è assente la domanda di trasporto, occorrerebbe potenziare le linee di autobus sulle arterie a più alta densità di traffico veicolare, possibilmente in corsie riservate e con frequenze maggiori, eliminando qualche rotatoria inutile e pericolosa, onde favorire il trasporto pubblico a scapito dell'auto privata da scoraggiare nell'impiego eccessivo nonché costruire, finalmente, piste ciclabili decenti come in ogni città civile ed evoluta che si rispetti. Si, proprio quelle piste ciclabili fortemente osteggiate dal centrodestra, che tanto rimpiange il bidone olandese fallito più di due anni fa. Una iattura per la città e i pescaresi, per fortuna sventata grazie al Vice Sindaco Enzo Del Vecchio e alla caparbietà dei comitati.


Ivano Angiolelli - protavoce dei comitati

 





Questo è un articolo pubblicato il 13-12-2016 alle 12:31 sul giornale del 14 dicembre 2016 - 567 letture

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Fabrizio Fava

14 dicembre, 11:43
Non è vero che le filovie sono antieconomiche. Andate a vedere a Milano, Parma, Modena, Bologna ( in ampliamento), Rimini, La Spezia, Napoli, e toccate con mano come la filovia offre un tpl confortevole a zero emissioni ed economico senza la necessità di lavori stradali come per i sistemi a guida vincolata. Prima di parlare bisogna informarsi.