Centinaia di persone ai funerali di Jennifer Sterlecchini, giovedì fiaccolata contro il femminicidio. Paura in via Firenze per caso simile: 26enne salvata dalla Polizia

12/12/2016 - Commozione, incredulità ma anche rabbia e voglia di reagire: è questo il clima che si respirava venerdì a San Donato, quando centinaia di persone hanno voluto dare un ultimo saluto a Jennifer Sterlecchini. (foto d'archivio)

Sotto alle belle immagini della commessa 26enne, morta lo scorso 2 dicembre a Fontanelle a seguito di un violento alterco con l’ex fidanzato, dopo la messa familiari e amici hanno liberato in cielo decine di palloncini bianchi.

E proprio nelle stesse ore in cui la folla immensa si radunava dentro e fuori la chiesa del Beato Nunzio Sulprizio, in pieno centro a Pescara c’è mancato poco che si consumasse una tragedia del tutto simile. Vittima del folle di turno è un’altra 26enne, che ha seriamente rischiato di fare la stessa fine di Jennifer. Stando alle prime ricostruzioni, una pattuglia della Squadra Volante è intervenuta in via Firenze per bloccare un uomo introdottosi con la forza in un appartamento del primo piano.

Dopo aver sfondato una finestra, sembra che l’aggressore, un 35enne originario di Foggia, si sia avventato come una furia sull’ex fidanzata, colpendola anche con morsi al viso, al petto e alle orecchie. Ricoverata in ospedale per le fratture e le numerose escoriazioni riportate, i sanitari l’hanno giudicata guaribile in 20 giorni. Il 35enne, dopo un maldestro tentativo di fuga, è stato invece raggiunto in strada e arrestato.

“E’ un problema culturale – ha commentato Daniele Licheri del coordinamento regionale di Sinistra Italiana -, gli omicidi per ‘motivi passionali’ come a volte scrivono i giornali, ci fanno ripiombare in quei tempi bui dove la parola femminicidio non veniva pronunciata, accettata, compresa”.

Da qui, la decisione di raccogliere la proposta del Centro antiviolenza Ananke sulla fiaccolata in programma il prossimo 15 dicembre. “Sarò in piazza insieme a tutti coloro che credono che il femminicidio sia una barbarie da fermare con ogni strumento culturale possibile e con tante azioni concrete”, aggiunge Licheri. “E’ necessario un moltiplicarsi di azioni coordinate nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nelle istituzioni”.


di Marco Verri
redazione@viverepescara.it




Questo è un articolo pubblicato il 12-12-2016 alle 12:53 sul giornale del 13 dicembre 2016 - 670 letture

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