Caso Sterlecchini: Troilo non risponde all’interrogatorio, trasferito in carcere. Autopsia decisiva per sciogliere il mistero

06/12/2016 - Forse bisognerà attendere i risultati dell’autopsia, che sarà effettuata nelle prossime ore dal medico legale, per ottenere una ricostruzione più precisa degli ultimi istanti di vita di Jennifer Sterlecchini (foto), la 26enne trovata morta in un appartamento di Fontanelle.

Davide Troilo, ex convivente della vittima accusato di averla colpita mortalmente con una coltellata, di fronte ai magistrati ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. L’uomo, che in un primo momento si era difeso raccontando al pm che la lite sarebbe nata a causa di un tablet rivendicato dalla 26enne, con successiva colluttazione e ferimento accidentale (o auto inferto), ha ricevuto in ospedale la visita degli inquirenti senza però fornire altri dettagli utili alle indagini.

Troilo, ricoverato da venerdì scorso per le ferite riportate durante il drammatico scontro con Jennifer, è stato trasferito nel carcere di Pescara. La prima versione fornita al pm, giudicata non attendibile dagli investigatori e confutata dalle testimonianze della madre della vittima e di un vicino di casa, potrebbe definitivamente crollare proprio dopo l’acquisizione dei risultati dell’esame autoptico. Al medico legale incaricato spetterà il compito di stabilire se la ferita mortale sia riconducibile ad un colpo auto inferto o recato da una terza persona. In quest’ultimo caso, essendo proprio il 32enne ascensorista l’unico presente sulla scena del crimine, la vicenda assumerebbe contorni più definiti. C’è molta attesa inoltre per l’arrivo dei tecnici del Ris, chiamati ad esaminare in maniera approfondita gli ambienti in cui si è consumata la tragedia. Proprio da queste verifiche potrebbero emergere le prove decisive per incastrare il presunto assassino.

Nulla di nuovo invece trapela sugli interrogatori condotti in queste ore dagli inquirenti. Come confermato da diversi amici e conoscenti della coppia, a spingere la giovane verso la decisione di lasciare il compagno sarebbero state motivazioni di natura personale e comunque non riconducibili a precedenti atti di violenza. Nel passato di Davide Troilo infatti non risulta nessuna denuncia per stalking o aggressione, e l’uomo è descritto da tutti come “tranquillo e inoffensivo”.


 


di Marco Verri
redazione@viverepescara.it




Questo è un articolo pubblicato il 06-12-2016 alle 11:25 sul giornale del 07 dicembre 2016 - 930 letture

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