Renzi seppellito da una valanga di ‘No’, a Pescara riforma bocciata da 2 elettori su 3! Scricchiola la poltrona di D’Alfonso: ‘Propaganda di regime è fallita’

Per chi guardava al 4 dicembre come a un vero punto di svolta per lo scenario politico nazionale, la risposta è arrivata e risuona, come si dice in questi casi, ‘forte e chiara’.

Con una affluenza record del 68,48% (estero 30,74% - dati definitivi forniti dal Ministero dell’Interno), la riforma è stata bocciata dal 59,11% dei votanti, spazzando via in un colpo solo Matteo Renzi, il governo a maggioranza PD e la nuova architettura costituzionale. Il risultato, andato ben oltre le aspettative dei sostenitori del ‘No’, non ha infatti lasciato molte scelte al presidente del Consiglio, il quale prima ancora che l’esito fosse ufficiale si è presentato in conferenza stampa annunciando la fine della sua esperienza a Palazzo Chigi.

“Le responsabilità della sconfitta sono mie – ha dichiarato l’ormai ex premier poco dopo mezzanotte -, non rinnego nulla di quanto è stato fatto ma ho perso e non ho paura di ammetterlo. In Italia non perde mai nessuno, ma io sono diverso e non faccio finta di nulla: il mio governo finisce qui”.

Significativo quanto avvenuto in Abruzzo, dove ad una affluenza sostanzialmente in linea con il dato nazionale (68,7%) corrisponde un vero e proprio trionfo del variegato fronte del ‘No’, capace di incassare il 64,3% dei consensi. In attesa che Renzi salga al Quirinale per rassegnare le dimissioni, i conti sono presto fatti: da Pescara a L’Aquila, passando per Teramo e Chieti, quasi due terzi degli abruzzesi hanno respinto la riforma costituzionale. A Pescara (67.526 votanti) in particolare il ‘Sì’ si è fermato al 37%, mentre a Montesilvano i sostenitori del premier sono sprofondati addirittura al 32%.

La debacle del PD rischia di scatenare pesanti conseguenze anche sullo scenario politico regionale, visto che proprio in Abruzzo Matteo Renzi aveva trovato uno dei sostenitori più convinti della riforma. Il grande impegno profuso in queste settimane da Luciano D’Alfonso però evidentemente non è bastato ad arginare le opposizioni, e ora il Governatore si ritrova a fare i conti con un risultato lontano anni luce dal consenso incassato nelle ultime tornate elettorali.

Le bordate piovute subito dopo l’ufficializzazione dei risultati prendono infatti di mira proprio l’ex sindaco di Pescara, ‘colpevole’ di aver condotto una campagna referendaria serratissima e, a detta di molti, fin troppo condiscendente nei confronti del premier.

“Con proporzioni ancora più eclatanti rispetto al voto nazionale – tuona Gianni Melilla di Sel-SI - il popolo abruzzese ha respinto la riforma renziana della Costituzione. Chiediamo ora al governo regionale di raccogliere questa grande spinta per un cambiamento sociale e politico nel segno dell'equità e della giustizia”.

“Sulle 20 Regioni italiane – sottolinea Lorenzo Sospiri di Forza Italia - l'Abruzzo è la sesta per percentuale maggiore di No. D'Alfonso e il governo regionale PD hanno fortemente personalizzato la campagna elettorale ma sono stati sonoramente bocciati”.

“Ha vinto la democrazia – si legge invece sulla pagina del Movimento 5 Stelle Abruzzo -, la risposta degli italiani come affluenza alle urne e come indicazione è stata netta. La propaganda di regime e tutte le sue menzogne sono i primi sconfitti di questo referendum: i tempi sono cambiati”.

Come risponde il presidente della Regione, che mai prima d’ora si era ritrovato a fare i conti con una disfatta politica di queste proporzioni? “Ho sostenuto con tutte le mie forze il progetto riformatore e l’esperienza di governo di Matteo Renzi – replica D’Alfonso -, e se potessi tornare indietro lo rifarei persino con maggiori energie, perché sono convinto della bontà di quanto veniva proposto. Ci vediamo tra 29 mesi per il giudizio che gli abruzzesi dovranno esprimere sull’operato e sulle decisioni della Giunta regionale”.

 





Questo è un articolo pubblicato il 05-12-2016 alle 11:16 sul giornale del 06 dicembre 2016 - 1345 letture - 0 commenti

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