Omicidio Jennifer, nessuna violenza o stalking prima delle coltellate. Troilo ai magistrati: ‘Non l’ho uccisa’

05/12/2016 - Nessuna denuncia per stalking, niente botte, pedinamenti o minacce: sembra che tutto scorresse tranquillamente nella relazione tra Jennifer Sterlecchini, uccisa a coltellate venerdì scorso, e Davide Troilo, l'ex convivente accusato di omicidio.

Come confermato da diversi amici e conoscenti della coppia, a spingere la giovane verso la decisione di lasciare il compagno sarebbero state altre motivazioni, di natura personale e comunque non riconducibili ad atti di violenza. E se in effetti alle autorità non risultano denunce a carico del 32enne, la storia tra Jennifer e Davide almeno fino al tragico epilogo del 2 dicembre somigliava a quella di tante altre coppie alle prese con i soliti ‘alti e bassi’: ascensorista lui, commessa precaria lei, i due stavano insieme da oltre 3 anni, e per lungo tempo avevano vissuto sotto lo stesso tetto nella casa di via Acquatorbida, a Fontanelle.

Qualche settimana fa però lei aveva deciso di lasciarlo, e venerdì si era presentata a ritirare alcuni effetti personali in compagnia della madre. Qualcosa di terribile però è scattato nel corso dell’ultimo, serrato confronto tra i due, fino al ritrovamento del corpo senza vita di Jennifer, colpita mortalmente da una coltellata al collo. Il presunto assassino, ricoverato in ospedale per le lievi ferite che si è autoinferto subito dopo la morte della ex compagna, nelle ore successive è stato ascoltato dal pm Silvia Santoro.

Piantonato 24 ore su 24 e in attesa di essere trasferito in carcere, il giovane ha fornito una prima ricostruzione dei fatti, spiegando che la lite sarebbe nata a causa di un tablet rivendicato dalla 26enne. Proprio da lì la discussione sarebbe sfociata in una violenta colluttazione, al termine della quale la stessa Jennifer avrebbe afferrato il coltello colpendosi alla gola.

In attesa di un nuovo interrogatorio da parte del Gip, resta fitto il mistero intorno ad un giovane che, descritto come “tranquillo e inoffensivo” da amici e parenti, per qualche motivo potrebbe essersi trasformato in spietato assassino.


 


di Marco Verri
redazione@viverepescara.it




Questo è un articolo pubblicato il 05-12-2016 alle 13:04 sul giornale del 06 dicembre 2016 - 1171 letture

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