Situazione esplosiva nel ‘ghetto’ di Montesilvano: presto lo sgombero, un vertice per evitare l’uso della forza. Città col fiato sospeso

profughi, rifugiati politici 2' di lettura 24/11/2016 - L’ordinanza per sgomberare le palazzine ‘Tillia’ e ‘Viola’ del ‘quartiere-ghetto’ di via Ariosto, a Montesilvano, è arrivata qualche giorno fa, e porta la firma del sindaco Francesco Maragno. In attesa di procedere con l’operazione, in Prefettura è in programma una riunione per definire le modalità di un'azione che si annuncia tutt’altro che semplice, vista la complessa natura dei luoghi interessati dal provvedimento. (foto d'archivio)

E mentre l’amministrazione comunale, d’intesa con le forze dell’ordine, fa sapere che sarà fatto tutto il possibile per evitare un’azione di forza, la speranza è che le centinaia di immigrati che vivono nei due stabili lascino spontaneamente gli appartamenti.

Il rischio che non vada tutto liscio però è tutt’altro che infondato, e lo stesso sindaco Maragno nei giorni scorsi aveva parlato di “situazione insostenibile”, visto che nel complesso abitativo già ispezionato da Asl, Vigili del Fuoco, Polizia e Carabinieri abbondano “perdite d'acqua, sporcizia diffusa, rifiuti di ogni genere, nonché impianti elettrici non a norma e condizioni igieniche tali da innescare possibili focolai di epidemie”.

“Le condizioni evidenziate - spiega Maragno - hanno messo in luce un grave pericolo per l’incolumità pubblica e per gli occupanti degli edifici, sia da un punto di vista igienico sanitario che strutturale. Abbiamo dunque ritenuto necessario e di massima urgenza emettere questo atto al fine di garantire la sicurezza dei residenti e di ripristinare il decoro dell’intera area”. Già nel corso del precedente sopralluogo erano stati rimossi qualcosa come 20 quintali di materiali di vario genere, tra arredi, televisori, materassi e biciclette, abbandonati lungo la strada e negli spazi condominiali.

Da qui, è partito l’invito ai proprietari di non utilizzare e di non concedere in locazione a terzi gli alloggi in quanto inagibili. Il problema è che nelle due palazzine vivono decine, forse centinaia di persone, in gran parte senegalesi, ammassati in appartamenti di varia grandezza. Tra pericoli e rifiuti di ogni genere, si aggirano anche minorenni e persone mai identificate, e proprio questo rende l’operazione di sgombero particolarmente delicata.

Cosa ne sarà degli immigrati costretti – con le buone o con le cattive – a ‘sloggiare’ dalle proprie abitazioni? Il conto alla rovescia è iniziato, e la città attende con il fiato sospeso.







Questo è un articolo pubblicato il 24-11-2016 alle 11:55 sul giornale del 25 novembre 2016 - 469 letture

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