Storica approvazione del Piano regolatore portuale: tutti contenti? Macché: sfiorata la rissa in Consiglio regionale

3' di lettura 16/11/2016 - Qualche ora fa il Consiglio regionale ha dato il via libera al Piano regolatore portuale di Pescara, con un provvedimento che di fatto segna la fine di un’attesa lunga più di 40 anni. Tuttavia, insieme agli annunci trionfalistici del presidente D’Alfonso e della Giunta, non manca anche il solito ‘coro’ degli scontenti.

“Con l’approvazione del Prp – esulta il governatore - il Consiglio regionale ha scritto una pagina storica per la vita dell’Abruzzo. Si tratta di un provvedimento atteso dal 1967 e riguardante un’infrastruttura fondamentale per lo sviluppo non solo della città ma di tutta la regione, che potrà finalmente dispiegare tutto il suo potenziale attraverso l’escavazione dello scalo, il prolungamento dell’asse attrezzato, la deviazione del porto canale, l’apertura della diga foranea e il dragaggio del fiume”.

“E’ un voto storico – conferma il sindaco Marco Alessandrini -, ci sono voluti quasi cinquant’anni e una filiera istituzionale che da due anni e mezzo conduce un’azione serrata con tutti i soggetti competenti perché arrivasse tale risultato. Il Comune – prosegue il Primo Cittadino - ha fatto e continuerà a fare la sua parte, ponendo come priorità l’intervento sulla diga foranea, affinché prima dell’estate possa produrre gli effetti sperati anche sulla balneabilità delle acque del nostro mare”.

Ben diverso l’umore del consigliere regionale dei 5 Stelle Domenico Pettinari: “Il centrosinistra – tuona l’esponente pentastellato - compromette la città di Pescara per i prossimi 20 anni e lo fa con una forzatura della presidenza del Consiglio regionale. E’ così che viene approvato il Piano regolatore portuale: una serie di procedure irregolari, documenti non consegnati né in commissione né in Consiglio regionale e una forzatura senza precedenti”.

Proprio qui starebbero le ragioni del duro scontro avvenuto martedì in aula tra lo stesso Pettinari e il presidente Di Pangrazio: sono volate parole grosse e la querelle si è chiusa con la ‘ghigliottina’ imposta agli emendamenti del M5S.

“Questa Giunta – rincara la dose il consigliere - si è macchiata di un atto forzoso senza precedenti. Hanno approvato un provvedimento violando diverse norme: mancanza parere del consiglio superiore lavori pubblici, mancanza del rispetto della norma che istituisce l'autorità di sistema portuale, all'interno del quale doveva essere calato il piano regolatore portuale, ed infine hanno fatto passare le singole opere dalla commissione di impatto ambientale (VIA) senza avere una valutazione complessiva dell'opera. E’ questo il modo di agire della Giunta?”

Decisamente ‘scettico’ anche l’ex parlamentare di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo: “Errare è umano – sottolinea -, perseverare è diabolico. Essendo tra i pochi con Antonio Spina ad essersi opposto al progetto 'diga foranea+molo di levante', oggi con tristezza constato che si persevera nello stesso atteggiamento da parte del ceto politico pescarese e regionale”.

“Invece di superare i problemi causati prima dalla lisciatura dei moli e poi dalla diga foranea con un progetto sostenibile – attacca Acerbo - si dà il via a un Piano regolatore megalomane e il cui impatto non è stato verificato, essendo stata sostanzialmente aggirata la VAS con un pronunciamento politico e non tecnico. La stessa logica con cui si plaudì alla diga foranea: col mito del grande porto non abbiamo più da anni neanche il porto canale”.






Questo è un articolo pubblicato il 16-11-2016 alle 12:33 sul giornale del 17 novembre 2016 - 436 letture

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