A Pescara gli esperti lanciano l’allarme: ‘Se Italia accetta TTIP, a rischio commercio e salute dei consumatori’

2' di lettura 22/09/2016 - ‘Pur in un clima di incertezza, i mercati esteri sono uno sbocco irrinunciabile per le produzioni abruzzesi. Il made in Italy si conferma un brand molto apprezzato anche in questo momento di instabilità economica, ma il trend rischia di essere pesantemente compromesso con l’approvazione del TTIP’.

A lanciare l’allarme è il presidente del Centro Estero, Daniele Becci, in apertura dei lavori del seminario tenutosi presso la Camera di Commercio di Pescara. Il tema è stato approfondito dai tecnici del settore, di fronte ad una corposa platea di aziende abruzzesi.

Il meeting, organizzato dal Centro Estero delle Camere di Commercio d’Abruzzo, in collaborazione con UniCredit, si è posto l’obiettivo di individuare i Paesi europei che presentano una maggiore ricettività per il Made in Italy e chiarire cos’è il partenariato transatlantico sul commercio e gli investimenti tra USA e Ue (TTIP). Quali sarebbero le conseguenze per le nostre imprese, nell’ipotesi che questo trattato venisse siglato tra le parti? “Se l’Italia accettasse di entrare in questa nuova formula di mercato – è andato dritto al punto Franco Tempesta, docente e consulente di Tecniche di Commercio Internazionale e Marketing – verrebbe seriamente compromessa la salute dei consumatori. Arriverebbero dagli Stati Uniti prodotti alimentari e farmaceutici con standard nettamente inferiori a quelli europei. Negli Usa – prosegue Tempesta - non esistono regolamentazioni rigide come le nostre e ciò rappresenterebbe un grande pericolo. La Francia per il momento ha nicchiato, per la Germania è un netto no, mentre l’Italia, purtroppo, è favorevole al Trattato Transatlantico”.

“Il TTIP – conclude l’esperto - non mira semplicemente a eliminare i dazi nella commercializzazione dei prodotti in Europa, ma il vero obiettivo è quello di creare un’area di libero scambio in cui la Cina, il più grande competitor degli Usa, non sarebbe più competitiva considerando che le loro merci dovrebbero pagare i dazi all’interno del mercato dell’UE. Inoltre, le autorità americane temono che lo Yuan possa diventare nel breve periodo la moneta di scambio internazionale, eventualità inaccettabile per l’economia USA. E’ evidente che la firma di questo accordo deve essere evitata soprattutto perché andrebbe a condizionare pesantemente le politiche commerciali ed economiche dei Paesi UE”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-09-2016 alle 15:35 sul giornale del 23 settembre 2016 - 727 letture

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