Target online, come le aziende entrano nella testa dei consumatori

3' di lettura 21/09/2016 - Dai videogiochi alle applicazioni, le strategie per attirare pubblico variano per fascia d’età e confidenza con l’hi-tech.

L’invasione della pubblicità nelle nostre case è ormai consuetudine. Così come la consapevolezza di essere bombardati ogni giorni da immagini, video e spot per promuovere prodotti più o meno utili alle esigenze quotidiane. Per battere la concorrenza non basta avere l’offerta migliore, in alcuni casi nemmeno il prodotto migliore. Spesso può essere utile dare un’immagine vincente alla fascia di pubblico giusta, per avere il riscontro migliore in termini di vendita. Entrare nella mente del compratore per capire dove è più facile da condizionare, dove la sua resistenza al bombardamento di immagini a cui è sottoposto si fa più labile.

Tutti questi elementi sono fondamentali per lo studio dei format da proporre, sia a livello grafico di prodotto sia nel campo della diramazione del prodotto. Il campo del Gaming è uno dei più interessati al fenomeno, perché come pochi altri ha necessità di non sperperare le proprie energie di propagazione del messaggio. Inutile (o quasi) proporre l’ultimo gioco sportivo a un pubblico poco abituato alla tecnologia e magari proprio alle manifestazioni sportive, come possono essere gli anziani. Per scendere in esempi concreti, un prodotto come il gioco dell’NBA può essere inserito soltanto su canali dedicati: giornali monotematici, siti specializzati, dirette radio o televisive degli incontri e poche altre circostanze. Certo, magari inserendo lo spot del videogame all’interno di “Don Matteo” si può beccare il colpo di fortuna e raggiungere un pubblico più ampio, ma si tratterebbe di gettare l’esca migliore là dove non si possono pescare clienti.

Per questo lo studio delle reazioni dei giocatori va sviluppato a partire dal luogo in cui il prodotto può avere maggiori consensi. La pubblicità può proseguire poi con una demo per mostrare il livello grafico raggiunto, magari in un periodo nel quale un evento specifico raccoglie il maggior numero di appassionati. Un altro degli espedienti per ottenere risultati eclatanti in termini di engagment è quello dei video virali dedicati ai videogiochi su Youtube, che vedono come protagonisti youtubers affermati e canali tematici, una simbiosi perfetta per questo segmento di mercato. L’impatto deve essere forte, e per questo si cercano gli uomini copertina che possano attirare maggiore attenzione per il momento di un determinato prodotto. Se in videogiochi come COD la cura della copertina punta a mostrare il realismo promesso dagli sviluppatori, in uno come “Fifa” o “Pes” spesso basta affiancare Cristiano Ronaldo o Messi al giocatore rivelazione dell’anno.

Un discorso simile può essere fatto per le applicazioni, per le quali comunque il pubblico è già di per sé limitato a quel range d’età che è in grado di usufruire in maniera esaustiva di tutte le possibilità offerte dalla tecnologia. Per raggiungere gli altri si utilizzano invece metodi più tradizionali, dalla lettera all’e-mail. Un procedimento non necessario per i giochi, per i quali si cerca di ottenere (a volte anche comprandole) le migliori recensioni per espandere il proprio giro di giocatori.

Anche il gambling sta cercando di assimilare tutte queste strategie di marketing per proporsi ai nuovi clienti senza deludere quelli abituali. Le aziende di questo settore sono tra le più impegnate nella ricerca in rete di potenziali utenti, adottando strategie marketing basate su modelli comportamentali, oltre ad avvalersi di altri strumenti come l’analisi della base demografica e la cura dei dettagli tecnologici. L’obiettivo delle case da gioco è diminuire il potere di volatilità e aumentare quello di assuefazione, legando il giocatore al processo di evoluzione dell’offerta.






Questo è un articolo pubblicato il 21-09-2016 alle 16:39 sul giornale del 21 settembre 2016 - 214 letture

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