Turismo, i politici chiacchierano ma la realtà è tremenda: in Abruzzo non viene nessuno

3' di lettura 29/05/2016 - Altro che rilancio del turismo, Regione Verde d’Europa, tesori da scoprire e risorse per le ‘bellezze’ del territorio: la realtà è che in Abruzzo di turisti non se ne vedono, a partire dagli stranieri. (nella foto: ecco come apparirebbe piazza Salotto se 'eliminassimo' i residenti)

A lanciare l’allarme alla vigilia della stagione estiva è Confartigianato, che registra dati “estremamente negativi”. Ad aggravare la crisi, secondo l’associazione è il deciso calo della qualità e dei servizi. Un quadro a tinte fosche, confermato dall’Agenzia nazionale del Turismo, secondo cui, nel 2014, l’Abruzzo figurava al 18esimo posto in Italia per arrivi e presenze di turisti stranieri, con una flessione pari all’11,2% rispetto alla rilevazione precedente. Solo in Basilicata e in Molise secondo l’Enit si registra una situazione peggiore.

“Per una regione che vanta mare e montagne straordinarie, tre parchi nazionali, un patrimonio enogastronomico apprezzato in tutto il mondo, paesaggi e località che soddisfano ogni tipologia di turismo, da quello sportivo a quello religioso, fino a quello culinario – denuncia il presidente di Confartigianato Abruzzo, Luca Di Tecco - è un paradosso essere tra le regioni fanalino di coda del Paese”. “In un contesto di questo tipo – prosegue Di Tecco - non siamo solo preoccupati per il futuro della regione, ma siamo anche esausti di assistere ai continui litigi tra i diversi schieramenti politici, che da almeno dieci anni sembrano dimenticare lo scopo del loro mandato”.

La lista dei problemi e delle questioni irrisolte è lunga: dalle sorti dell’Aeroporto d’Abruzzo all’imminente abbandono di Ryanair, dagli altalenanti collegamenti con l’altra sponda dell’Adriatico alle condizioni delle acque, i punti interrogativi pesano come un macigno sull’intera economia regionale.

“La città più colpita è Pescara, cuore pulsante dell'economia abruzzese”, rivela il presidente della sezione Commercio di Confartigianato, Massimiliano Pisani. “Se l'inquinamento del mare ha fatto la sua parte, ci sconvolge che il punto di informazioni turistiche solitamente attivato in piazza della Rinascita sia chiuso e, a quanto pare, resterà inattivo ancora a lungo, nonostante l'estate alle porte. Il risultato? Nel pieno della stagione turistica e in occasione di eventi importanti, come ad esempio IronMan, saremo costretti a vedere quei pochi turisti che sceglieranno l'Abruzzo girare per la città senza punti di riferimento”.

“Sul turismo – aggiunge Luca Di Tecco - pesa anche la perdita dell'identità pescarese, con la città letteralmente invasa da attività di multinazionali straniere, negozi etnici, bar, fast food e supermarket di varia natura. Proprio su questo avevamo lanciato la proposta, rimasta inascoltata, di seguire l'esempio del Comune di Firenze e di prevedere che in negozi e locali del centro almeno il 70% della merce in vendita sia locale, introducendo un apposito marchio made in Abruzzo”.

Siamo quindi giunti al punto di non ritorno, come paventato dal presidente di Confartigianato? Secondo le associazioni di categoria sembrerebbe proprio di sì, e la soluzione a questo punto è una sola: mettersi seriamente in moto per salvare turismo ed economia, a meno che non si decida di rassegnarsi definitivamente ad un futuro grigio e senza prospettive.






Questo è un articolo pubblicato il 29-05-2016 alle 16:45 sul giornale del 30 maggio 2016 - 4289 letture

In questo articolo si parla di attualità, economia, commercio, turismo, politica, estate, pescara, Abruzzo, regione abruzzo, vivere pescara, articolo, confartigianato abruzzo, luca di tecco, massimiliano pisani

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/axuj