Tra lacrime, silenzio e preghiere, il triste commiato dei senegalesi. Alessandrini nella bufera: ‘Era inevitabile’

4' di lettura 18/05/2016 - E’ finito nelle ore più buie di una fredda notte di primavera il sogno di integrazione della comunità senegalese a Pescara: assediati da decine di agenti in tenuta antisommossa, gli operatori del mercatino dell’area di risulta si sono fatti da parte in silenzio, lasciando che l’ordinanza del sindaco seguisse il suo corso.

Terminato lo smantellamento delle bancarelle, quando ormai su Pescara erano spuntate le prime luci del mattino, i senegalesi hanno preso la direzione di Palazzo di Città, in un corteo silenzioso e colorato. “Cosa faremo adesso?”, si chiedeva uno dei membri più anziani del gruppo stanziato a Pescara da oltre 30 anni, e che in quel mercatino etnico aveva trovato l’unica – anche se precaria – fonte di sostentamento.

Intorno alle 8 decine di ambulanti, fiancheggiati da alcuni cittadini, si sono ritrovati in silenzio sotto le finestre del Comune in attesa di un segnale. A un certo punto, prima che il sindaco Alessandrini mandasse qualcuno per concordare un colloquio, in un clima surreale molti hanno iniziato addirittura a pregare.

Finito il tempo dei silenzi e delle preghiere, il Primo Cittadino ha ricevuto una delegazione di senegalesi per discutere di “futuro e nuove prospettive” (foto).

“L'operazione di sgombero delle aree di risulta – ha spiegato il sindaco - nasce da pressanti sollecitazioni che da mesi ricevo da parte del Comitato dell'Ordine e Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto di Pescara e in cui siedono i massimi rappresentanti degli organi di giustizia e sicurezza del territorio. Proprio in quella sede mi sono state rappresentate indicazioni precise e perentorie di intervento sull'area, da tempo oggetto di complesse indagini riguardanti reati di chiara gravità. Dunque era impossibile non intervenire ed eludere sollecitazioni tanto pressanti e autorevoli”.

Rivolgendosi direttamente agli ambulanti, il sindaco ha espresso il suo ringraziamento alla comunità senegalese per il senso di responsabilità mostrato durante le operazioni di sgombero, “svoltesi in modo pacifico e senza danni a persone e cose”. Ricordando che per i commercianti in regola sono sempre aperte le porte dei mercati rionali, Alessandrini ha ribadito l’impegno dell’amministrazione a realizzare al più presto il nuovo mercato etnico, che sarà collocato nel terzo sottopasso della stazione.

Mentre il sindaco incontrava gli ex operatori del mercatino, non sono mancate dichiarazioni al vetriolo contro le ultime mosse dell’amministrazione comunale.

E se da un lato Sel Pescara parla di “pagina triste per la città”, l’ex vicesindaco Berardino Fiorilli e Armando Foschi di ‘Pescara Mi Piace’ condannano le modalità con cui sono state effettuate le operazioni di sgombero. “Dal dispiegamento di forze messe in campo all’alba di stamane sembrava di trovarsi sul set di un’operazione contro la criminalità organizzata. Perché firmare un’ordinanza nell’agosto 2015 ed eseguirla solo nel maggio 2016 – si chiedono i due -, per poi procedere comunque con un’operazione militare? E poi perché il sindaco Alessandrini non ha individuato comunque un’alternativa in ben 10 mesi di attesa? E infine, cosa accadrà a partire da domani? Ovvero, spenti i riflettori, come si muoveranno quegli extracomunitari sul territorio? Dove andranno a vendere la loro merce, e quali problemi di ordine pubblico Pescara si deve preparare ad affrontare?”

“Smantellato il mercatino abusivo – avverte Lorenzo Sospiri (FI) - Alessandrini non si faccia balenare la folle idea di farne un altro, sempre abusivo, sotto il tunnel della stazione. Innanzitutto è cosa nota che le Ferrovie hanno già espresso parere negativo per ovvie ragioni di sicurezza, a meno che il sindaco non decida di andare a dormire lui stesso sotto quel tunnel tutte le sere per farsi garante della tutela del territorio. Ma soprattutto – conclude il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale - gli consigliamo di non raccontare favole alla comunità senegalese: prima di ipotizzare la localizzazione del mercatino nel sottopasso, dovrà presentare la delibera di variante al Piano regolatore generale per il cambio di destinazione d’uso dell’area individuata, e in quella sede non faremo mai passare la richiesta, che è stata già bocciata dalla città. Basta con le sveltine, con le scorciatoie, con gli abusi e i sotterfugi”.