La Tari scade tra 2 settimane, anche quest’anno bollettini fantasma. Perché l’Amministrazione di Centrosinistra ‘fa a pugni’ con la tassa sui rifiuti?

16/05/2016 - Evidentemente c’è qualcosa che non funziona tra l’Amministrazione di Centrosinistra e la gestione della Tassa sui rifiuti. Al di là di errori e rideterminazioni, l’aspetto che lascia maggiormente perplessi anche quest’anno è il recapito dei moduli per il pagamento della tassa.

Dopo l’epocale caos del 2014, i disagi si sono ripetuti anche nel 2015, con la mancata consegna di centinaia (ma forse anche di più) di avvisi di pagamento. Quest’anno, solita storia: mentre si avvicina la scadenza per il pagamento della prima rata, fissata al 31 maggio, degli avvisi non c’è nessuna traccia. Anche questa volta sarà colpa delle Poste? Non ci vuole un genio per capire che il disservizio, come negli anni passati, porterà migliaia di utenti a riversarsi negli uffici preposti, a meno che l’amministrazione non ritenga sia ‘accettabile’ consegnare la documentazione poche ore prima della scadenza (!).

E’ un caso che questa situazione si ripeta dal 2014, ovvero da quando è in carica la nuova Amministrazione di Centrosinistra? Difficile rispondere a questa domanda. Ma al di là di qualsiasi valutazione ‘politica’ della questione, è innegabile che fino a 3 anni fa tutti i pescaresi ricevevano a casa la documentazione completa, con tanto di indicazioni sui parametri adottati e i relativi importi da pagare. Oggi – o per meglio dire dal 2014 - non è più così, ed appare poco sensato anche il continuo riferimento della stessa Amministrazione al ‘cassetto fiscale’ messo a disposizione sul sito del Comune: a parte il fatto che una larga fascia di cittadini (si pensi agli over 65) non sono in grado di sbrigare da soli queste faccende online, finendo inevitabilmente per ingrossare le file all’ufficio tributi, non si capisce perché gli utenti – che tra l’altro pagano salato per questo servizio – non abbiano diritto a ricevere a casa, come è sempre avvenuto e come avviene in tutte le grandi città italiane, una informativa chiara e completa su cosa, come e quanto pagare.

In realtà la normativa che regolamenta la Tari prevede a chiare lettere il diritto all'informazione e alla trasparenza, ma evidentemente chi di dovere non sempre riesce a svolgere a pieno le mansioni del caso. Eppure l’esperienza degli ultimi anni a qualcosa dovrebbe essere servita, e proprio non si capisce a chi gioverà (non certo ai cittadini o agli addetti del Comune) il prevedibile assalto agli sportelli.

Le segnalazioni anche quest’anno piovono di continuo, e non riguardano solo il saldo 2016. “Ho scoperto sul cassetto fiscale che c’è una rideterminazione a mio carico sul bollettino del 2014 – racconta Antonio, 45 anni -, per un importo di 60 euro. Peccato che avrei dovuto pagare entro il 15 marzo, ma nessuno si è preso la briga di avvisarmi”. “Lo scorso anno – prosegue il lettore – non è arrivata nessuna comunicazione, e quindi ho dovuto fare tutto da solo: registrarmi al cassetto fiscale, cercare gli F24 e stamparli. Verificato che c’era un errore, sono andato all’Ufficio tributi per la rettifica, perdendo due intere mattinate”.

Ma non è finita qui: “Se fossi soltanto io il problema ci passerei anche sopra – prosegue Antonio -, peccato che ho dovuto fare la stessa trafila anche per i miei anziani genitori, che ovviamente non avevano modo di accedere al portale e fare tutto da soli. Ma cosa sarebbe successo se non ci fossi stato io ad aiutarli?”

Non è difficile ipotizzarlo: probabilmente ai due malcapitati dopo qualche mese sarebbe arrivata una cartella (questa sì puntuale come un orologio svizzero), con tanto di sanzione per il mancato pagamento. E’ giusto che un’Amministrazione comunale tratti così i suoi cittadini? Se questo succede a persone giovani e attente come Antonio, ci chiediamo noi, cosa ne è delle migliaia di anziani e di tutti coloro che – come loro sacrosanto diritto – ignorano perfino cosa sia il ‘cassetto fiscale’?

In attesa di risposte ed azioni concrete da parte di chi dovrebbe occuparsi di tali questioni (e non parliamo certo degli addetti allo sportello), sperando che non si finisca come al solito per addossare tutte le colpe alle Poste, ricordiamo ai nostri lettori che la prima rata della Tari, pari al 40% del totale, va appunto saldata entro fine mese. Il versamento va effettuato esclusivamente tramite i modelli F24, che in teoria saranno recapitati a domicilio insieme all’avviso di pagamento. In caso di mancata ricezione, l’operazione va effettuata in autoliquidazione previa registrazione al sito del Comune di Pescara, tramite la sezione Cassetto fiscale. Qui, si legge sul portale del Comune, è disponibile il modulo precompilato e pronto da stampare. Per chiarimenti è possibile rivolgersi all’Ufficio tributi o scrivere a tari@comune.pescara.it






Questo è un articolo pubblicato il 16-05-2016 alle 12:07 sul giornale del 17 maggio 2016 - 859 letture

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