Dietrofront del governo sull’Aeroporto: Ryanair vicinissima all’addio

15/05/2016 - Sembrava tutto risolto dopo l’ultimo ‘summit’ romano e la promessa strappata da Luciano D’Alfonso al ministro Delrio: giù le tasse aeroportuali, per agevolare la permanenza di Ryanair a Pescara e soprattutto garantire la sopravvivenza stessa dello scalo.

Annunciato l'accordo tra squilli di tromba, la questione era finita quasi nel dimenticatoio, e un po’ tutti ormai consideravano tramontata l’ipotesi che il vettore irlandese abbandonasse l’aeroporto di Pescara. L’apertura mostrata dal governo infatti aveva trovato ampio consenso tra i vertici della compagnia aerea, che si erano detti assolutamente disposti a rivedere il paventato abbandono.

Dopo qualche settimana di silenzio arriva però il classico fulmine a ciel sereno: a fronte di una interpellanza urgente presentata alla Camera dal deputato Mauro Pili, il governo ha ribadito “in modo definitivo” che per il 2016 non ci sarà alcuna riduzione delle tasse e che l’eventuale taglio del 2017 sarà valutato solo se il gettito del 2016 sarà superiore alle previsioni. La notizia, destinata a scatenare un vero e proprio caso politico, è stata rilanciata da Armando Foschi, responsabile dell’Associazione ‘Pescara - Mi Piace’, che tra l’altro fu il primo, qualche mese fa, a svelare il piano di dismissione della base Ryanair. “Il governo Renzi – tuona Foschi - svela il bluff del presidente D’Alfonso sull’aeroporto regionale e ufficializza che per il 2016 non ci sarà alcuna riduzione delle tasse per i voli low cost. Basta con le chiacchiere, con le voci di corridoio e con le false promesse: caduta una delle condizioni imprescindibili poste da Ryanair per mantenere rotte e vettore sul capoluogo adriatico, il suo addio diventa definitivo”.

“La notizia – prosegue l’ex assessore - è emersa dalle cronache sarde, dov’è stata avviata una campagna capillare contro l’aumento delle tasse aeroportuali applicate dal governo Renzi sui voli low cost, una delle cause che hanno indotto Ryanair a dismettere una serie di basi aree, prima fra tutte Pescara, potenziando però altre location, fra cui il vicino aeroporto di Ancona-Falconara. Ebbene, dopo l’interpellanza dell’onorevole Pili, abbiamo avuto la conferma: il governo sbatte le porte in faccia a Ryanair, che per tutta risposta, a partire dal prossimo novembre, lascerà il nostro scalo, condannandolo al declino e al declassamento”.

Il governo regionale prova a metterci una pezza e a stretto giro arrivano le rassicurazioni di Camillo D’Alessandro: “Proprio oggi – scrive il braccio destro del Governatore - Luciano D’Alfonso ha sentito telefonicamente il ministro dei Trasporti Graziano Delrio, il quale ha confermato l’impegno per una soluzione positiva della vicenda e ha garantito quanto già è stato oggetto di confronto. Noi restiamo quindi fermi a quanto rappresentatoci dal ministro sia riguardo alla tassazione aeroportuale che in relazione alla regolamentazione, della quale si occupano congiuntamente la Conferenza delle Regioni e il Ministero”.






Questo è un articolo pubblicato il 15-05-2016 alle 18:07 sul giornale del 16 maggio 2016 - 5127 letture

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