Alessandrini vuole 'affondare' il galeone di Eriberto? Scontro sul simbolo della riviera

05/05/2016 - Che lo storico ‘galeone’ ormai da qualche anno non se la passi bene è cosa nota a tutti. A chiunque si trovi a passeggiare sulla riviera nei pressi dello stabilimento Jambo non può certo sfuggire in che condizioni è ridotto uno dei simboli più importanti del litorale pescarese.

La barca, lasciata alla città dallo storico balneatore Eriberto Matromattei, ‘l’uomo che parlava al mare', cade letteralmente a pezzi, e dopo numerose segnalazioni dei cittadini e l’interessamento del sindaco, la questione è ‘deflagrata’ a Palazzo di Città, con alcuni esponenti dell’opposizione partiti all’attacco.

“Pescara è vittima dell’ennesima ‘alessandrinata’ – scrive Berardino Fiorilli, promotore di 'Pescara Mi Piace' -, il sindaco vuole infatti demolire la ‘Capitan Uncino’. È quanto ha previsto con un’ordinanza del 2 maggio, firmata come al solito alla chetichella e mai ufficializzata, con la quale ha imposto la rimozione dell’imbarcazione ormeggiata dinanzi allo stabilimento appartenuto al grande Eriberto”.

“Ciò significa – prosegue l’ex vicesindaco - che al massimo entro tre giorni rischiamo di veder sparire quel manufatto che ci ricordava la presenza stessa di Eriberto, un’offesa alla città e alla famiglia, contro la quale chiamiamo a raccolta non solo i balneatori di Pescara, ma anche i cittadini e le associazioni di categoria”.

Come si legge sull’ordinanza, gli uffici tecnici del Comune, dopo aver effettuato un sopralluogo sul litorale nord, avrebbero verificato il precario stato di conservazione dell’imbarcazione voluta da Mastromattei, scomparso nel 2008, e proprio da qui sarebbe partita l’iniziativa del sindaco.

“Non si tratta di un relitto abbandonato su un marciapiede – insiste Fiorilli - e forse Alessandrini ignora che la Capitan Uncino era la barca del cognato di Eriberto, che l’imprenditore collocò dinanzi al suo stabilimento per tenere sempre stretto a sé il suo miglior amico dopo la sua morte. Quella barca è intoccabile, è quasi sacra per Pescara!”.

“Il futuro della barca sarà deciso con gli eredi di Eriberto”, replica il sindaco. “Con la famiglia abbiamo infatti già avuto diverse interlocuzioni prima di chiedere un intervento di manutenzione, per via delle cattive condizioni in cui versa oggi lo scafo. L’obiettivo che ci ha mosso è la messa in sicurezza volta al recupero ed è l’attività che abbiamo svolto secondo la legge, quando una perizia tecnica richiesta ed effettuata diverse settimane fa dal Comune e condivisa con gli eredi ha evidenziato il pessimo stato della barca”.

“La perizia – precisa Alessandrini - ne ha definito la pericolosità, a causa della macerazione del legno e della posizione a ridosso di una pista ciclabile frequentata anche da bambini. Insieme agli eredi di Eriberto, ci siamo impegnati a cercare insieme un intervento proprio per evitare la demolizione, se le condizioni e i costi consentiranno il recupero”.






Questo è un articolo pubblicato il 05-05-2016 alle 11:14 sul giornale del 06 maggio 2016 - 613 letture

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