Ambientalisti infuriati con sindaco e assessore: ‘Riunioni di facciata, fanno ciò che vogliono: tagliato anche un albero sanissimo’

4' di lettura 04/05/2016 - Quando ormai sembrava fatta per un accordo tra amministrazione comunale e ambientalisti sulla famosa questione del taglio dei pini di viale Regina Margherita, scoppia una nuova grana, stavolta dai toni molto più pesanti, per il sindaco Alessandrini e l’assessore al Verde pubblico Laura Di Pietro.

A parlare per prima di “ennesima brutta pagina” per l’amministrazione pescarese è Loredana Di Paola del Forum H2O. Nel suo durissimo attacco la Di Paola in particolare fa riferimento ai cosiddetti ‘Green table’ convocati nei giorni scorsi nell’ufficio dell’assessore, durante i quali – almeno questa era l’intenzione – le associazioni e la cittadinanza venivano invitati a condividere le scelte dell’esecutivo rispetto al taglio degli alberi. Il tavolo di confronto, nato dopo le ‘scuse’ presentate dal sindaco alla città per il ‘frettoloso’ abbattimento dei primi pini, nonostante le dichiarazioni ufficiali a quanto pare è fallito miseramente.

“Si è trattato solo di una partecipazione di facciata, concessa alle associazioni e ai loro esperti – scrive Di Paola –, visto che il Comune di Pescara ha dato il via libera al taglio di 10 pini, tra cui anche un esemplare sanissimo finito nell’elenco per errore, nonostante la nostra segnalazione. In realtà non c’era nessun pericolo imminente – prosegue l’attivista -, sarebbe bastato attendere qualche giorno per fare le analisi strumentali”. “Al contrario – prosegue - martedì i primi alberi ad essere tagliati sono stati proprio quelli per cui non eravamo d'accordo! Il primo a cadere è stato quello finito nell'elenco per errore e segnalato da noi nel primo sopralluogo, come riconosciuto dagli stessi tecnici comunali. Come si può vedere dalle foto, parliamo di un albero sanissimo”.

“Si tratta di una decisione gravissima – incalza Di Paola -, visto che dopo varie riunioni e due sopralluoghi si era concordato di tagliare sei alberi e di fare una rivalutazione, tramite analisi strumentale, sui nove rimasti. E dire che avevamo anche risolto il problema economico, fornendo un dottore forestale che sarebbe venuto da Siena ad una cifra di gran lunga inferiore a quella richiesta dal consulente comunale: 2000 euro per 10 piante a fronte di 3600 euro per soli 5 alberi”.

Alessandrini quindi non ha mantenuto i patti? “La partecipazione è una pratica molto seria – risponde l’attivista -, con delle regole precise che, se disattese, svuotano di ogni significato la parola stessa”.

A stretto giro arriva la versione dell’assessore Di Pietro, secondo cui, a seguito dell’istituzione del ‘Green table’, delle iniziali 20 piante da tagliare poiché considerate ‘pericolose’ per l’incolumità pubblica, quattro sono state rivalutate durante il primo sopralluogo e un’altra ancora durante il secondo. “Dunque un quarto degli esemplari – precisa l’assessore - proprio grazie al contributo e alla partecipazione di tutti, sarà sottoposto ad una nuova analisi e, a seguito delle verifiche, come ci auguriamo tutti potranno restare a dimora per altri anni”.

“Gli alberi abbattuti martedì – sentenzia Laura Di Pietro - erano tutti pericolosi, secondo quanto refertato dai tecnici del Comune e dallo stesso consulente, in quanto presentavano evidenti criticità”.

La gestione del problema da parte dell’amministrazione comunale però evidentemente non convince le sigle più importanti dell’associazionismo ambientalista, visto che in un comunicato congiunto WWF Chieti-Pescara, Conalpa, FAI Pescara e Pro Natura sottolineano come “gli alberi non possono essere considerati alla stregua di un qualsiasi arredo urbano e trattati come una fioriera o una panchina”.

“Stesso discorso per le potature – prosegue la nota - che, ove necessarie, vanno affidate a mani esperte e non alla ditta che offre il prezzo più vantaggioso. Soprattutto per il Pinus halepensis sono necessarie conoscenze agronomiche e forestali di alto livello e gli alberi devono essere gestiti esclusivamente da operatori certificati. La piega negativa che si è venuta a creare a Pescara è diretta conseguenza di anni di gestione inadeguata del verde urbano, e ora è difficile porre rimedio in tempi rapidi a situazioni già compromesse”.

In tal senso, pur augurandosi una nuova e diversa gestione del verde pubblico in città, gli ambientalisti sono scettici circa la ‘partecipazione’ sbandierata da sindaco e assessore: “E’ molto difficile conciliare la posizione di coloro che, come il WWF, Conalpa, FAI e Pro Natura, sono schierati dalla parte degli alberi, con quella di amministratori e funzionari pubblici che possono essere chiamati a rispondere in prima persona, anche penalmente, di eventuali danni provocati da una pianta di alto fusto che cade”.






Questo è un articolo pubblicato il 04-05-2016 alle 11:09 sul giornale del 05 maggio 2016 - 610 letture

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