Interinali di Attiva cacciati dall’Università, interviene la polizia e scoppia la polemica. ‘Il PD e Alessandrini valgono zero’

3' di lettura 28/04/2016 - Tutto è partito da un incontro pubblico organizzato presso l’Università D’Annunzio sul tema della gestione dei rifiuti, per cui si annunciava la partecipazione di alcuni dirigenti di Attiva e altri amministratori provenienti del Comune di Pescara e dalla Regione Abruzzo (nella foto).

Da lì, a qualcuno degli ex interinali di Attiva, da mesi costretti a vivere in tenda, è venuto in mente che proprio quella poteva essere una buona occasione per riaccendere l’attenzione del mondo politico sulla loro situazione

L’idea, partita con propositi del tutto pacifici, era quella di portare una delegazione di ‘Interinali senza gloria’ nelle aule dell’Università proprio per partecipare al convegno, sottoponendo ai presenti – come raccontano alcuni membri del gruppo – “un semplice quesito a chi si atteggia da professore su questi temi”. La circostanza di un seminario sulla gestione ambientale e l’organizzazione del ciclo dei rifiuti, evidentemente, deve essere suonata come beffarda alle orecchie di chi, dopo anni di precariato proprio in Attiva, è stato messo senza troppi problemi alla porta.

Tuttavia, giunti nell’aula magna dell’Ateneo, al momento di prendere posto tra il pubblico qualcosa è andato storto, e la presenza degli ex interinali evidentemente non è risultata gradita a qualcuno.

“Qualcuno ha pensato bene di allertare le forze dell’ordine temendo che potessimo alzare un polverone”, raccontano i lavoratori, costretti a lasciare la sede di viale Pindaro. Dopo essersi spostati all’esterno, i precari scaricati dal Comune di Pescara hanno esposto uno striscione. “Non solo ci è stata negata la possibilità di partecipare ad un dibattito su temi che conosciamo molto meglio di loro – proseguono i manifestanti -, ma per di più viene precluso l’accesso all’Università, luogo pubblico e simbolo del libero scambio di saperi e opinioni”.

Parole pesanti come un macigno, che trovano conferma nella presenza delle forze dell’ordine a presidio delle porte d’ingresso. “Ma davvero – si chiedono polemicamente gli ex interinali - il PD è ancora un partito di sinistra vicino ai lavoratori, garante della democrazia? Perché allora impedisce un sano confronto con chi la pensa diversamente da loro, barricandosi in incontri esclusivi e a porte chiuse?”

“Sono quattro mesi che portiamo avanti questa lotta – attaccano i portavoce del gruppo – e ormai siamo arrivati ad una conclusione: non ci aspettiamo più niente dal caro sindaco di Pescara, l’appello al ministero se lo può anche appendere ed incorniciare nel suo ufficio dorato, tanto tutti sanno che la sua volontà è quella di arrivare al giudizio in tribunale. Peccato che gli eventuali indennizzi economici non li pagherà lui, ma la cittadinanza”.

La conclusione non lascia molto spazio alle interpretazioni: “Il presidio lo manterremo esclusivamente per ricordare ogni giorno ai pescaresi che questa amministrazione non vale un centesimo bucato, essendo lontana dagli ideali e dai valori che per decenni hanno sbandierato facendo posto al denaro, ai poteri forti e agli interessi di pochi”.






Questo è un articolo pubblicato il 28-04-2016 alle 12:46 sul giornale del 29 aprile 2016 - 1071 letture

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