Aeroporto di Pescara: in un convegno la verità sull’addio di Alitalia e Ryanair

3' di lettura 24/04/2016 - Perché Ryanair e Alitalia hanno deciso di abbandonare lo scalo abruzzese? Cercando di andare al di là delle dichiarazioni ufficiali e delle spiegazioni istituzionali, sabato 23 aprile nella sala 'Figlia di Iorio' della Provincia di Pescara si è tenuto un incontro pubblico volto ad approfondire i retroscena di una situazione che rischia di avere ripercussioni pesantissime sull’intera economia regionale.

Il convegno, organizzato dall’associazione Terra Nostra e condotto dal giornalista Mauro Di Cola, si è concentrato in particolare sulla situazione finanziaria della Saga, gettando ombre sinistre sulle recenti vicissitudini dell’aeroporto d’Abruzzo. A rendere particolarmente interessante l’incontro è stato il profilo delle personalità intervenute: dal Comandante Emilio Isidoro, ex membro del CdA di Saga, a Gianluca Monaco, segretario di Terra Nostra, per finire con Armando Foschi, ex assessore del Comune di Pescara. Gli interventi, accompagnati dall’analisi di slide e documentazione cartacea, hanno passato in rassegna in particolare i rapporti tra Saga e Ryanair, ponendo l’accento su alcuni aspetti gestionali e strategici inerenti la stessa Saga e sulle scelte poste in essere negli ultimi anni.

“Parliamo di scelte ancora avvolte da uno strano alone di mistero - ha esordito Monaco – e personaggi di assoluto spessore e competenza tecnica come il Comandante Isidoro e l’ex assessore Foschi, che da anni segue le vicende legate alla gestione dello scalo pescarese, offrono un punto di vista da tenere in grande considerazione”.

Proprio l’intervento di Emidio Isidoro ha evidenziato gli aspetti tecnico/operativi fondamentali per una corretta gestione di uno scalo aeroportuale, con particolare enfasi posta sul rapporto con il territorio e il rispetto delle normative comunitarie e nazionali. Partendo da queste premesse, Armando Foschi ha puntato il dito contro una serie di presunte “falle” gestionali, perpetrate a suo parere soprattutto dall’attuale management, disegnando uno scenario tutt’altro che favorevole in cui proprio la Regione Abruzzo giocherebbe un ruolo fondamentale.

“Abbiamo voluto porre in evidenza – incalza il presidente di Terra Nostra - alcuni aspetti che purtroppo sono poco conosciuti dall’opinione pubblica. In particolare, ci riferiamo ai contratti posti in essere e rinnovati con Ryanair, oltre che ai pericoli di natura legale e burocratica che la situazione attuale potrebbe scatenare nei prossimi mesi, a meno che non si intervenga in maniera netta e decisa sul management della Saga. Nelle compensazioni tra quello che Saga deve a Ryanair e quello che la compagnia aerea restituisce come tasse aeroportuali, pagate dai passeggeri, il saldo è notevolmente in rosso, al punto da non poter permettere alla stessa Saga di riversarle all'erario e all'INPS”.

“Non a caso – sottolinea Monaco - nel bilancio e nella nota integrativa dei revisori si evidenzia il grave debito della società nei confronti dello Stato e verso Ryanair. Nel 2015 – conclude – i debiti sono stati tamponati ancora una volta con finanziamenti pubblici da parte della Regione, già ritenuti incostituzionali nel 2013 e 2014. Ma è chiaro che noi abruzzesi non possiamo più pagare per una società privata che non ha alcuna redditività”.


di Marco Verri
redazione@viverepescara.it





Questo è un articolo pubblicato il 24-04-2016 alle 19:09 sul giornale del 26 aprile 2016 - 1699 letture

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