Renzi e D’Alfonso ‘scherzavano’: la disoccupazione è un dramma, ecco la verità su Pescara e Abruzzo

3' di lettura 07/04/2016 - Per chi mostrò incredulità di fronte alle spregiudicate dichiarazioni con cui Luciano D’Alfonso tempo fa aveva accolto in Abruzzo il premier Matteo Renzi (‘Due miliardi per il lavoro e migliaia di posti in più, è merito del governo’), i motivi per riflettere ‘seriamente’ sulla questione continuano a profilarsi come se piovesse.

Ma ancora una volta a mettere in crisi la ventata di ottimismo renzian-dalfonsiano non sono però i soliti ‘gufi’, come amano definirli i seguaci del nuovo corso piddino, bensì i numeri e le statistiche fornite dall’Istat, riprese dai più importanti quotidiani nazionali ed efficacemente rielaborate dai massimi esperti del settore. Chi ha dato credito alla creativa ricostruzione del Governatore, quindi, non potrà che restare senza parole di fronte ai risultati di uno studio condotto dal data journalist Davide Mancino, e pubblicati oggi su La Stampa.

Come si legge sulle colonne del quotidiano torinese, “La modesta ripresa del 2015, dal punto di vista dell’occupazione, ha lasciato buona parte d’Italia ancora molto indietro rispetto a dove si trovava all’inizio della crisi economica”. “Rispetto al 2007 – prosegue Mancino -, come mostrano i dati Istat, c’è meno lavoro in quasi tutte le province italiane, e alcune di esse sono state colpite assai duramente: Ravenna o Ascoli Piceno, per esempio, e ancora di più aree del Meridione come Reggio Calabria, Ragusa, Vibo Valentia e Benevento. In ciascuna di esse almeno sei persone su cento hanno perso il lavoro che avevano un tempo”. Senza mai più ritrovarlo, aggiungeremmo noi.

E se questo basterebbe ad affondare l’ottimistica ricostruzione nazional-renziana, gli stessi dati sono impietosi anche per quanto riguarda l’Abruzzo e la provincia di Pescara. Il grafico interattivo pubblicato da La Stampa, anche in questo caso lascia ben poco spazio all’immaginazione: nel periodo tra il 2012 e il 2015, sia per le donne che per gli uomini, e praticamente per tutte le fasce d’età, il tasso di occupazione è progressivamente crollato, facendo segnare una caduta particolarmente significativa proprio nell’ultimo biennio, ovvero quello della ‘ripresa’ targata Matteo Renzi.

Andando ad analizzare i dati, scopriamo come il tasso di occupazione delle donne della fascia 15-24 anni è precipitato dal 15,9% (2011) al 3,7% (2015), con la perdita di ulteriori 3,5 punti dal 2014 al 2015. Numeri negativi anche per i coetanei maschi, scesi in 3 anni di ben 6 punti. Passando ad altre fasce d’età il risultato non cambia, anzi: tra i maschi di età compresa tra i 25 e i 34 anni si passa dall’86,1% di occupati del 2012 al 54% del 2015, mentre le pari età donne in un solo anno (l’ultimo, alla faccia della ripresa) sprofondano dal 53,2% al 37,8%. Per la fascia 35-44 in tre anni troviamo un -19% tra le donne e -5,2% tra gli uomini; messi male anche i maschi tra 45 e 54 anni (-8,9% in 24 mesi) e le donne (-3,4%). Solo l’ultima categoria in esame, ovvero quella che include persone di età compresa tra 55 e 64 anni sembra avere risentito meno della crisi, conservando nell’ultimo periodo un tasso di occupazione stabile. Tuttavia, è difficile ipotizzare che D’Alfonso e Renzi, parlando di ‘migliaia di posti in più’ si riferissero a quest’ultimo gruppo, i cui dati, sebbene non drammatici, sono comunque tutt’altro che incoraggianti.

Ma come si accennava all’inizio dell’articolo, la situazione pescarese non è certo un caso isolato: basta ‘divertirsi’ a combinare le variabili e praticamente in tutte le province italiane (e abruzzesi) si scoprirà che la verità è una sola, purtroppo ben lontana dal fantasioso scenario raffigurato dai nostri governanti.






Questo è un articolo pubblicato il 07-04-2016 alle 11:59 sul giornale del 08 aprile 2016 - 806 letture

In questo articolo si parla di lavoro, economia, politica, redazione, disoccupazione, pescara, Abruzzo, occupazione, regione abruzzo, la stampa, matteo renzi, vivere pescara, luciano d'alfonso, articolo, davide mancino

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/avCi