Uffici del Comune devastati, ora i dipendenti hanno paura: ‘Rischi continui, chi ci difende?’

21/03/2016 - Le avvisaglie nelle scorse settimane non erano mancate, con l’allagamento di due uffici e l’assalto a un distributore di bevande. Ma ora, con l’ennesimo blitz dei vandali, a Palazzo di Città è scattato l’allarme (foto).

Giovedì notte qualcuno ha fatto irruzione nei locali dell’Anagrafe situati al piano terra del Palazzo ex Inps a Piazza Italia, devastando tre porte di accesso agli uffici e mettendo a soqquadro le stanze. I vandali, entrati presumibilmente dalla porta retrostante l’ingresso dell’Urp, si sono limitati a portare via una piccola somma, ignorando le attrezzature informatiche e gli uffici destinati al rilascio delle carte d’identità. E proprio quest’ultimo aspetto ha portato gli inquirenti a ipotizzare che si tratti di un gesto ‘puramente’ vandalico.

“Parliamo di uno sfrenato e incontrollabile atto di vandalismo”, conferma l’assessore all’Anagrafe Laura Di Pietro. “La responsabile dell’URP ha fatto una particolareggiata denuncia alla Polizia che ora sta indagando in collaborazione con i Carabinieri. Già qualche giorno fa le forze dell’ordine erano state allertate a seguito dell’allagamento degli uffici del secondo piano, sempre nel Palazzo ex Inps. Il grado di attenzione dell’Amministrazione è ora ai massimi livelli, perché si tratta di eventi accaduti in successione, come mai era successo prima”.

Da qui, la decisione di potenziare la sicurezza agli ingressi, cosa che evidentemente non basta a tranquillizzare il personale.

“Iniziamo ad aver paura – spiega una dipendete che preferisce restare anonima -, e si tratta di una sensazione che non avevamo mai provato prima. Negli ultimi mesi sembra che un numero crescente di individui abbia la possibilità di girare negli uffici comunali senza alcun controllo, e questo mette seriamente a repentaglio non solo spazi ed attrezzature ma anche la sicurezza di chi in questi luoghi ci lavora”. “Occorre intervenire immediatamente – conclude la donna -, anche perché al momento non ci sentiamo difesi e tutelati da nessuno”.






Questo è un articolo pubblicato il 21-03-2016 alle 12:43 sul giornale del 22 marzo 2016 - 432 letture

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