Fiumi e mari puliti, Pescara si mobilita: centinaia di persone in piazza contro la devastazione del territorio

2' di lettura 14/03/2016 - Oltre 50 sigle tra associazioni, gruppi di ambientalisti e comitati, sostenuti da centinaia di cittadini ma anche da balneatori e imprenditori attivi nel settore turistico, si sono dati appuntamento sabato 12 marzo a Pescara per partecipare alla manifestazione di protesta 'Vogliamo mare e fiumi puliti in Abruzzo'. (foto di Michele RAHO)

L’imponente corteo, che ha attraversato il centro cittadino, secondo le intenzioni degli organizzatori puntava a richiamare gli amministratori sul fondamentale tema del risanamento del territorio e la tutela delle acque. Il lungo serpentone, partito alle ore 15 da piazza Unione, ha attraversato corso Vittorio e corso Umberto, per confluire nella tappa finale davanti alla Nave di Cascella.

Importante e significativa la partecipazione in testa al corteo di diversi studenti del Collettivo Studentesco di Pescara e Lanciano. “La situazione delle acque abruzzesi – spiegano i responsabili del gruppo - è simbolo di un territorio malato: troppi gli scarichi abusivi, pochi i controlli. Troppe le promesse, pochi i fatti. A causa della condizione in cui si trovano i corsi d’acqua, l’Abruzzo è stato condannato due volte dalla Corte di Giustizia, con il rischio di pagare multe salatissime che ricadranno sui cittadini attraverso un aumento generale della tassazione”.

I dati forniti nel corso della manifestazione sono sconcertanti: a quanto pare, il 70% dei corsi d’acqua abruzzesi non rispetta gli obiettivi di qualità fissati dalla Direttiva Comunitaria Acque, mentre il 22% dei tratti costieri è di bassa qualità.

”Dobbiamo lottare contro l’inquinamento dei nostri fiumi e contro lo sfruttamento del mare”, spiega Saverio Gileno, rappresentante del Collettivo pescarese. “Come abbiamo bloccato Ombrina, così dobbiamo fermare le altre trivellazioni per mutare l’attuale modello di sviluppo in uno più sostenibile. Anche per questo, il 17 aprile bisogna votare SI contro le trivellazioni”.

“Questa data – anticipa il giovane - è solo l’inizio di una lunga stagione referendaria, che proseguirà con i Referendum Sociali su scuola, lavoro e ambiente. Parte così una primavera di lotta per il territorio, i diritti e la democrazia”.








Questo è un articolo pubblicato il 14-03-2016 alle 10:51 sul giornale del 15 marzo 2016 - 574 letture

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