Pescara invasa dalla processionaria: a rischio cani e bambini. Due alunni della primaria finiscono al pronto soccorso

2' di lettura 06/03/2016 - Dal Parco D’Avalos a Villa Sabucchi, basta fare quattro passi in una qualsiasi delle aree verdi della città per rendersi conto di come, quest’anno, sia sempre più diffusa la presenza della ‘processionaria’ (nella foto), un bruco potenzialmente pericoloso soprattutto per bambini e animali.

La larva, forse a causa delle alte temperature, quest’anno risulta particolarmente diffusa, ospite ‘non gradita’ dei principali parchi cittadini, tanto da destare non poche preoccupazioni tra i pescaresi. Nella mattinata di oggi (domenica 6 marzo, n.d.r.), nella Riserva dannunziana lunghe file di processionarie (fotografate da alcuni appassionati) occupavano infatti diversi tratti del sentiero che circonda il lago dei cigni.

Al di là dell’aspetto caratteristico, che lo rende facilmente riconoscibile, il problema è che allo stadio larvale l’insetto è coperto da peli altamente urticanti, che possono colpire non solo tramite contatto diretto ma anche attraverso la dispersione aerea. Principali bersagli sono quindi soprattutto i cani e i bambini, che più di altri sono esposti al contatto con la sostanza.

I primi a pagare le conseguenze dell’invasione di processionarie sono stati due piccoli alunni della scuola primaria di via Cavour, finiti al pronto soccorso a causa della brutta infiammazione provocata dai peli delle larve. E se tra le mamme degli alunni – convinte del fatto che il contatto sia avvenuto proprio all’esterno dell’istituto - è già partito un frenetico tam-tam su WhatsApp, a rinforzare i timori di tutti sono le notizie raccolte sui siti specializzati, che parlano di un vero e proprio “pericolo”.

“I peli urticanti dell'insetto allo stato larvale sono velenosi – si legge su processionaria.it - e in alcuni casi, fortunatemente limitati, possono provocare una grave reazione allergica. I peli si separano facilmente dalla larva che li porta sul dorso, nel corso di un contatto o più semplicemente sotto l'azione del vento. Data la particolare struttura (terminano infatti con minuscoli ganci), queste sostenze si attaccano facilmente ai tessuti (pelle e mucose), provocando una reazione urticante dovuta al rilascio di istamina. In casi gravi può verificarsi uno shock anafilattico, con pericolo mortale”.

La raccomandazione è quindi di prestare la massima attenzione soprattutto nei parchi cittadini, evitando qualsiasi contatto con l’insetto. Maggiori informazioni su sintomi e cure sono disponibili a questo link.

AGGIORNAMENTO: Istruzioni per far fronte all'emergenza e segnalare criticità, a questo link.









Questo è un articolo pubblicato il 06-03-2016 alle 17:02 sul giornale del 07 marzo 2016 - 87087 letture

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