Anche a Pescara il caffè domina in tutti i bar: una ricerca fotografa abitudini e costi

2' di lettura 01/03/2016 - La Fipe/Confcommercio Nazionale ha pubblicato l’indagine ‘L’Italia in una tazzina’, relativa ai consumi del caffè nei pubblici esercizi.

Complessivamente emerge una sostanziale tenuta del mondo del caffè e del cappuccino, a conferma di un’abitudine che non conosce né crisi né ripensamenti. Con oltre sei miliardi di espressi in un anno il caffè genera un volume d’affari di 6,6 miliardi di euro, cappuccino compreso, e un consumo di 47 milioni di chilogrammi di miscela con una media per bar di 175 caffè e cappuccini serviti al giorno e un incasso giornaliero di 184 euro.

Con questi numeri la caffetteria si conferma il prodotto di punta al bar e rappresenta il 30% del fatturato complessivo; il prezzo medio della tazzina di caffè è di 0,96 euro, con una crescita moderata dal 2008 al 2015 del 14%.

Il prezzo medio per la provincia di Pescara si attesta a 0,90 euro, mentre su Pescara città il dato è in linea con la media nazionale (0,96 euro); prezzi più alti a Bologna (1,10 euro) mentre Bari si conferma la città con i costi più bassi (0,80 euro).

A commentare questi dati è il presidente dell’Associazione Provinciale Bar della Fipe/Confcommercio Pescara, Carlo Miccoli, titolare del Bar Excelsior.

“Anche se le statistiche generali fotografano una sostanziale tenuta del settore - spiega -, occorre andare oltre i numeri, in quanto sul territorio le nostre aziende soffrono notevolmente. Infatti, la torta è sempre la stessa ma il numero dei bar è fortemente aumentato; si è quindi registrato un notevole abbassamento dei singoli fatturati e oggi è sempre più difficile raggiungere quegli incassi minimi che consentono di mantenere aperta un’attività di caffetteria”.

Secondo Miccoli nella nostra provincia tale difficoltà è dimostrata dal fortissimo turnover nel settore, con continue aperture di locali che dopo poco sono costretti a chiudere per mancanza di margini di redditività. Simile la situazione di esercizi che vedono alternarsi tante gestioni, senza che però nessuna riesca a produrre profitto.

“La verità è che la crisi si sente ancora e anche parecchio - conclude -, tra l’altro i nostri prezzi sono nettamente al di sotto della media europea mentre i costi per le materie prime e per il personale sono in costante aumento. La conseguenza è che nel nostro settore si lavora sul filo del rasoio e non sono consentiti errori pena l’espulsione dal mercato. La vera sfida di chi gestisce un bar è quella di fidelizzare la clientela, ma per riuscirci occorre avere tanta esperienza e soprattutto un’elevata professionalità”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-03-2016 alle 13:55 sul giornale del 02 marzo 2016 - 652 letture

In questo articolo si parla di attualità, economia, commercio, bar, saldi, pescara, caffè, consumi, crisi, commercianti pescara, carlo miccoli

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aui3