Morti evitabili, Pescara ‘virtuosa’ per le donne: solo a Prato meno decessi per alcol, fumo, cattiva alimentazione, incidenti e suicidi

Donne e lavoro 16/02/2016 - La terza edizione del Rapporto MEV(i) ‘Mortalità Evitabile (con intelligenza)’ restituisce una fotografia dell’Italia complessivamente migliore rispetto al passato ma ancora con una importante variabilità territoriale e un caratteristico orientamento geografico del fenomeno.

Nelle classifiche provinciali, elaborate da Nebo Ricerche PA tenendo conto anche dell’età alla morte, le migliori 10 posizioni risultano tutte distribuite nel centro-nord Italia: Ascoli, Firenze, Treviso per i maschi, Prato, Pescara e ancora Treviso per le femmine; di contro, le ultime 10 posizioni sono occupate quasi esclusivamente da province meridionali, con Enna e Olbia a chiudere le graduatorie rispettivamente di maschi e femmine.

I decessi evitabili identificano i casi di morte prima del compimento dei 75 anni contrastabili con efficaci interventi di prevenzione, che nel 2013 equivalgono a un totale di 105.000 casi (dei quali 2 su 3 riferiti ai maschi). Di questi, quasi 52.000 risultano riconducibili a stili di vita inappropriati (tabagismo, alcolismo, abitudini alimentari non corrette); 17.000, in gran parte tumori femminili, sono dovuti a malattie precocemente diagnosticabili e trattabili; i restanti 36.000 casi, infine, sono legati a problemi connessi alla gestione di pazienti cronici, al ricorso ai servizi sanitari e ad altre attività assistenziali.

Il Rapporto MEV(i) 2016 richiama l’attenzione su quattro specifiche cause di morte evitabili: tumori di mammella e utero e tumori di trachea, bronchi e polmoni, selezionati per la rilevante numerosità dei due gruppi, incidenti stradali e suicidi, di particolare interesse per il notevole impatto anche in età giovanili. Le mappe epidemiologiche, disegnate sull’incidenza provinciale nel triennio 2011-2013, mostrano per questi gruppi un andamento territoriale opposto a quello del quadro generale, con tassi di mortalità spesso sensibilmente maggiori nel centro-nord.

"Il Progetto MEV(i) Mortalità evitabile (con intelligenza) – spiega Natalia Buzzi, direttore scientifico di Nebo Ricerche PA – rappresenta uno strumento tecnico-scientifico per operatori, esperti e decisori ma anche un supporto per la sensibilizzazione dei cittadini sui temi della tutela della salute e focalizza l’attenzione su strategie sanitarie che possono essere affrontate a tutti i livelli - politico, sociale e anche individuale - in un’ottica di problem solving, e dunque con un approccio intelligente».


Giorni di vita perduti pro-capite per mortalità evitabile: Classifica delle Province (prime e ultime dieci)

(Fonte: elaborazioni Nebo Ricerche PA su dati Istat 2013)

MASCHI
Ascoli Piceno 13,68
Firenze 14,93
Treviso 15,11
Monza e Brianza 15,14
Rimini 15,37
Prato 15,51
Arezzo 16,07
Pistoia 16,15
Forlì-Cesena 16,16
Siena 16,42

Cagliari 23,27
Salerno 23,97
Sassari 24,19
Nuoro 24,24
Vercelli 24,63
Napoli 24,67
Caserta 24,85
Olbia-Tempio 25,09
Medio Campidano 25,72
Enna 27,04

FEMMINE
Prato 8,32
Pescara 8,45
Treviso 8,55
Arezzo 8,62
Verbano-Cusio-Ossola 8,98
Ascoli Piceno 9,06
Parma 9,15
Ravenna 9,16
Verona 9,23
Trento 9,37

Rieti 13,26
Piacenza 13,36
Imperia 13,51
Enna 13,95
Siracusa 14,00
Benevento 14,01
Gorizia 14,18
Caltanissetta 14,32
Napoli 14,88
Olbia-Tempio 15,71

Su www.mortalitaevitabile.it sono disponibili il Rapporto completo e la Banca Dati Indicatori.

 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-02-2016 alle 10:31 sul giornale del 17 febbraio 2016 - 596 letture

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