D’Alfonso vuole sede unica Asl a L’Aquila, Pescara non ci sta. Di Biase: ‘Impoverimento e briciole per la costa’

2' di lettura 03/01/2016 - Passate le feste natalizie, torna ad accendersi la polemica intorno alla possibile realizzazione di una sede unica della Asl a L’Aquila. Il progetto, rilanciato dal Governatore Luciano D’Alfonso (foto), ha suscitato diverse reazioni a Pescara. Spicca in tal senso la dichiarazione di Licio Di Biase, coordinatore dell’Aurum e responsabile del Comitato PescaraTutela.

“ll Presidente della Regione – tuona l’ex presidente del Consiglio comunale - aveva annunciato in campagna elettorale che, per razionalizzare i costi della sanità abruzzese, avrebbe creato la ASL unica per la Regione Abruzzo. E siamo tutti felici e contenti che questo processo stia entrando nella fase della concretizzazione. Tuttavia, rimaniamo sconcertati di fronte alla scelta di collocare la Direzione di questa mega azienda a L'Aquila”.

Al di là di “beceri e superati campanilismi”, gli aspetti da chiarire secondo Di Biase sono due. “Innanzitutto – sottolinea - quando furono definite le competenze territoriali dei vari assessorati, dopo la scelta di porre a L'Aquila il capoluogo di Regione, si stabilì che Pescara fosse il centro della Sanità regionale, tanto che gli uffici e l'assessorato competente hanno sede nel capoluogo adriatico e qui ruotano le strutture ospedaliere più importanti. In tal senso, la scelta di spostare il centro gravitazionale della Sanità a L'Aquila, rischia di creare problemi di natura istituzionale, oltre che funzionali”.

“In secondo luogo, anche se comprendiamo che L'Aquila necessita di attenzioni particolari per farla tornare a vivere, sappiamo che procedendo in questo modo fra qualche tempo l'area costiera della nostra Regione (e non solo Pescara) vivrà una triste stagione di impoverimento. Constatiamo come flussi di risorse vadano a L'Aquila (esempio eclatante, quelle per la cultura), mentre alle altre province arrivano solo le briciole”.

“La politica pescarese non può restare a guardare – avverte Di Biase -, è necessaria una riflessione: la Regione deve vivere una stagione di globale attenzione e questo deve partire dalle rivendicazioni del territorio. Invitiamo, pertanto, gli amministratori del Comune di Pescara a interessarsi dell'incessante e continua spoliazione che sta vivendo la città da circa un decennio”.






Questo è un articolo pubblicato il 03-01-2016 alle 11:12 sul giornale del 04 gennaio 2016 - 802 letture

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