Frantoio sequestrato dalla Guardia Costiera: scaricava liquami nel fiume Pescara

1' di lettura 04/12/2015 - Un frantoio oleario di Chieti Scalo è stato sequestrato dagli uomini della Capitaneria di Porto di Pescara, con l’accusa di aver scaricato nelle acque del fiume Pescara i liquami residui della lavorazione delle olive.

Grazie all’utilizzo di speciali strumenti di rilevazione, i militari della Guardia Costiera hanno accertato la presenza di una condotta sotterranea, che consentiva ai gestori dell’impianto di smaltire illegalmente i materiali inquinanti. Oltre al sequestro della struttura, per il titolare dell’opificio è scattato anche il deferimento presso le autorità giudiziarie.

Come riferito dalla stessa Capitaneria di Porto, l’operazione rientra nell’ambito della vasta intensificazione dei controlli sul fiume Aterno-Pescara, che fino ad ora ha consentito di passare al setaccio diverse decine di chilometri di argini fluviali nelle province di Chieti e Pescara, con la lente di ingrandimento puntata sulle numerose attività commerciali e industriali della zona.

“Attraverso questo impegno – si legge in una nota della Capitaneria – siamo più che mai determinati a contribuire a migliorare la qualità delle acque di balneazione delle coste abruzzesi, non mancando al contempo di cambiare in meglio la qualità dei sedimenti dragati dai fondali del Porto canale di Pescara, il cui smaltimento comporta elevatissimi oneri proprio per la presenza di numerose sostanze inquinanti”.


di Marco Verri
redazione@viverepescara.it





Questo è un articolo pubblicato il 04-12-2015 alle 17:53 sul giornale del 05 dicembre 2015 - 498 letture

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