Emergenza criminalità, c’è chi invoca l’esercito. Foschi: ‘Prostituzione, bivacco e accattonaggio intollerabili’

Criminalità 2' di lettura 04/11/2015 - L’ondata di furti e rapine che negli ultimi giorni sta interessando il capoluogo adriatico solleva una raffica di proteste sia tra i cittadini che nel mondo politico, con le opposizioni di Centrodestra che tornano a lanciare un accorato appello al sindaco. (foto d'archivio)

“Per fronteggiare l’emergenza criminalità che sta strangolando Pescara – tuona Armando Foschi dell’associazione 'Pescara Mi Piace' - la Giunta Alessandrini chieda alla Prefettura la possibilità di impiegare i militari dell’Esercito italiano, circa 20 unità, che dal 2011 alla primavera del 2014 il Centrodestra ha già utilizzato per affrontare le urgenze, ovvero i controlli anti prostituzione, bivacco e accattonaggio”.

“La presenza delle divise – spiega l’ex assessore - non significa ‘militarizzare’ il territorio, ma piuttosto garantire un ulteriore presidio di sicurezza in supporto alle altre Forze dell’Ordine che si trovano ad affrontare una recrudescenza di furti e rapine ai danni di cittadini, uffici postali e attività commerciali”.

E se da un lato c’è chi descrive le ultime settimane parlando di un vero e proprio ‘bollettino di guerra’, Foschi mette all’indice l’ondata di furti nelle abitazioni, perpetrate dai malviventi anche quando i proprietari sono in casa, in pieno giorno.

Il riferimento ai noti fatti di cronaca nazionale è immediato: “Si tratta di persone che non hanno più paura di ritrovarsi faccia a faccia col padrone di casa – sostiene l’ex braccio destro di Albore Mascia -, che invece se non si difende rischia di essere pure massacrato, oltre che derubato, ma se lo fa potrebbe ritrovarsi sotto processo. I cittadini sono terrorizzati: le bande che stanno agendo negli ultimi giorni non si fermano davanti a nulla, né alle telecamere, né agli impianti di allarme, né dinanzi alla presenza di ragazzi e bambini. L'assenza del sindaco è imbarazzante - conclude -, ma è ora di agire con misure straordinarie: non è possibile che le persone siano costrette a vivere come fossero prigionieri nelle loro stesse abitazioni”.



di Marco Verri
redazione@viverepescara.it





Questo è un articolo pubblicato il 04-11-2015 alle 19:29 sul giornale del 05 novembre 2015 - 481 letture

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